Licenza di caccia per il tiro a volo, FIDC Bergamo: “È una follia burocratica”

L'associazione ha commentato le novità illustrate dal Ministero dell'Interno a proposito del pagamento della tassa di concessione governativa.

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Parte il colpo, i pallini sono a pochi metri e il fucile non si è mosso

Licenza di cacciaLa sezione provinciale di Bergamo della Federazione Italiana della Caccia ha deciso di fare chiarezza su una questione che riguarda da diverso tempo i cacciatori e chi pratica il tiro a volo. Si sta parlando delle licenze, delle autorizzazioni e delle tasse. Come spiegato dall’associazione venatoria, il Ministero dell’Interno ha chiarito i dubbi con una circolare dello scorso mese di maggio: il tema è quello del pagamento o meno della tassa di concessione governativa quando non si utilizza la licenza di caccia.

Questo documento è valido, anche quando non si pratica l’attività venatoria, per trasportare e acquistare armi e munizioni tramite il pagamento della tassa annuale (168 più 5,16 euro per la precisione). Il Ministero ha confermato che andare a caccia senza il pagamento del tributo non fa scattare l’illecito penale, ma soltanto uno amministrativo. Fino allo scorso anno, poi, non si poteva essere in possesso della licenza di caccia e del porto per il tiro a volo nello stesso momento.

Ora invece è possibile detenere i due titoli contemporaneamente. Inoltre, la licenza di caccia può essere sfruttata per esercitare il tiro a volo, dunque in qualità di documento sostitutivo. Secondo Federcaccia Bergamo bisogna parlare di una “follia burocratica”. Il presidente Lorenzo Bertacchi ritiene che la tassa di concessione si riferisca soltanto alla caccia, mentre per il tiro a volo e a segno non c’è nessuna concessione. La novità comporterà un lavoro più complesso per le Questure, ritenuto inutile dallo stesso Bertacchi.

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