Parco della Lessinia autorizza prelievo venatorio dei cinghiali

La Comunità del Parco della Lessinia ha respinto all’unanimità l’unica osservazione pervenuta in merito alle modifiche.

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LessiniaLa Comunità del Parco della Lessinia ha respinto all’unanimità l’unica osservazione pervenuta in merito alle modifiche agli articoli 42 e 49 del Piano ambientale del Parco. Come si ricorderà, si trattava della modifica di due articoli che, una volta approvati, permetteranno la caccia di controllo al cinghiale nelle aree del Parco finora precluse a ogni attività venatoria. Diego Lonardoni, coordinatore dell’Area Parco e cultura, ha spiegato con una relazione tecnica, che l’unica osservazione pervenuta dall’associazione Giros, sezione Monte Baldo, chiedeva una maggior tutela per le aree Parco nelle zone agro-silvopastorali, ma che non fosse condivisibile perché gli articoli proposti già vietano la raccolta e l’asportazione di flora e fauna, mentre modalità e tempi di prelievo sono già regolamentati da apposite leggi regionali e ulteriori norme potrebbero essere emanate dall’ente gestore.

Il testo dei due articoli sarà ora inviato in Regione e sarà di competenza della Giunta la sua approvazione definitiva. La Comunità ha anche approvato all’unanimità il bilancio preventivo 2021-23, con la premessa del presidente Raffaello Campostrini che ci sarà un taglio ai trasferimenti dalla Regione, con criteri già approvati e che terranno conto del numero di dipendenti, del numero di residenti e del numero di protocolli, per ridistribuire le risorse in modo diverso fra i vari enti parco regionali. «Sembrava che questo avrebbe inciso anche sull’esercizio 2020 e su spese già effettuate, ma con incontri e chiarimenti in Regione siamo riusciti a salvare il bilancio corrente. Dovremmo comunque aspettare per capire quanto la nuova impostazione inciderà sul prossimo bilancio», ha spiegato il presidente.

Come ha illustrato il ragioniere Andrea Massella, ammonta a 612.202 euro l’entrata per trasferimenti dalla Regione, a cui si aggiungono mille euro di entrate proprie per verbali di carabinieri forestali e polizia provinciale e 5mila euro dal fondo per danni causati da fauna selvatica nei territori preclusi all’esercizio venatorio. Sono 276.900 le spese previste per il lavoro dipendente, 43.100 quelle per gli organi dell’ente e 83.190 quelle per il funzionamento dell’ente stesso; 64mila per le attività scientifiche e museali; 59mila per la promozione turistica; 5mila per il ristoro da danni dei cinghiali, 26.600 per imposte e tasse; 31.700 per spese correnti e 18.648 per il rimborso ammortamento mutuo del 2002 per la sistemazione di contrada Valle, mutuo che scadrà nel 2022 (L’Arena).

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