Parco Nazionale d’Abruzzo, cacciatori incaricati di proteggere e “adottare” i cervi

L'affidamento è stato deciso dal Comune di Lecce nei Marsi (L'Aquila) per prevenire il fenomeno del bracconaggio.

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Cervo in Abruzzo

Parco Nazionale d'AbruzzoIl Comune di Lecce nei Marsi (provincia dell’Aquila) ha deciso di affidare ai cacciatori quella che può essere definita l’adozione dei cervi del Parco Nazionale d’Abruzzo. Si tratta dell’associazione venatoria “Nunzio Maddalena” che dovrà occuparsi del nutrimento degli ungulati che si trovano nell’area faunistica, oltre alla protezione dai bracconieri. I cacciatori coinvolti sono 18 e il loro impegno dimostra quanto sia utile e importante la caccia per l’ambiente.

Gli stessi cervi, gli orsi e i lupi verranno tenuti a distanza dal centro abitato trasportando in montagna frutta e foraggio. Come sottolineato dall’associazione, l’incarico dimostra come il cacciatore sia amante della natura e il suo interesse sia quello di proteggerla. La distinzione tra chi pratica l’attività regolare e il bracconaggio è in questo caso molto netta e l’auspicio è che l’esempio possa essere seguito in altre parti d’Italia.

L’associazione ha poi ricordato come l’uccisione di un lupo o di un cervo faccia subito parlare male dei cacciatori, senza alcuna distinzione. Per contrastare il bracconaggio si punterà su sensibilizzazione e persuasione, ma non solo. A Lecce nei Marsi la collaborazione tra mondo venatorio e natura è andata come meglio non si potrebbe immaginare, negli ultimi anni i segnali sono stati tanti e ora si aggiunge questa “adozione” speciale.

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