Porto d’armi negato a un commerciante, il TAR annulla la decisione

Secondo gli uffici prefettizi non erano sufficienti i due furti subiti in casa in quanto non c'erano state rapine "personali".

0
Caccia in Umbria

Porto d'armiIl Tribunale Amministrativo Regionale della Toscana ha deciso di riassegnare il porto d’armi a un commerciante residente in provincia di Lucca dopo il ricorso presentato. La vicenda è stata piuttosto particolare e si appresta a diventare un precedente importante in questa materia. Secondo la Prefettura, l’uomo non meritava la pistola a uso personale a causa dell’assenza di rapine personali, ma solo di due furti in abitazione.

In poche parole, la sicurezza all’interno della casa poteva essere garantita dalla semplice detenzione delle armi e dalle misure di difesa passiva. L’ambulante ha quindi deciso di affidarsi al TAR. I giudici amministativi non l’hanno pensata allo stesso modo degli uffici prefettizi. In effetti non sono state trovate motivazioni convincenti per il no alla licenza. Tra l’altro, questo commerciante non ha la possibilità di guadagnare altre forme di denaro se non quello contante.

Le semplici misure indicate non sono state ritenute sufficienti, visto che il ricorrente è in possesso di diverse somme di denaro, nascoste in varie località. Un altro elemento che ha convinto i giudici a non confermare il divieto è stata una precisazione. In poche parole l’uomo non meritava la pistola a uso personale a causa del calo dei reati riscontrato in provincia di Lucca. Una situazione del genere si è registrata anche in un’altra zona del nostro paese.

1/5 (1)

Valuta questo articolo!

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here