Rizzini BR 550 in calibro 28

Rizzini BR 550 | In questi ultimi anni attorno alla caccia sono nate diverse correnti di pensiero con le specializzazioni attinenti ai selvatici insidiati e insieme si è formata una cultura di modi e di saggezza che riguarda i fucili e i calibri da adottare.

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Le forme della bascula squadrate come impone la meccanica del tipo Anson & Deeley sono ingentilite dalle nervature laterali di rinforzo con arco tondo e dal rosone del perno di rotazione delle canne
doppietta rizzini br550
Le forme della bascula squadrate come impone la meccanica del tipo Anson & Deeley sono ingentilite dalle nervature laterali di rinforzo con arco tondo e dal rosone del perno di rotazione delle canne

Non tutte le mode che giungono dagli Stati Uniti d’America sono da sposare acriticamente, ma nel campo della caccia ne è arrivata una che da diversi anni sta raccogliendo un sempre maggior numero di adepti. Parliamo della caccia alla stanziale, quindi con il cane da ferma, adoperando un fucile a due canne di piccolo calibro, quello che da noi era il riferimento di elezione per il capanno: la suddivisione cui si era abituati molti decenni fa si è andata restringendo e i riferimenti consolidati restano il 28/70 e il 36/76 o .410 Mag. L’intermedio calibro 32 così come il 36/63,5 è oramai appannaggio di pochi che lo mantengono in virtù di fucili posseduti da molto tempo, ma è assai raro che ne venga commissionato uno nell’odierna fabbricazione.

Ci si domanda perché cacciare selvaggina fino all’altro ieri insidiata con il calibro 12 o, per chi aveva già delle idee di raffinatezza, con il 20 per passare a misure così contenute: è cambiata per molti la mentalità e si apprezza nell’arte della caccia tutto il corollario di gesti e sensazioni cha stanno attorno allo sparo e all’eventuale cattura. Anche questa, che rimane la finalità ricercata, assume un sapore diverso se la si raggiunge anteponendole alcune limitazioni, quelle insite nell’impiego di un piccolo calibro. Sembra stucchevole dare dei numeri, ma pochi risultano espressivi confermando la teoria: parlando di medie e tralasciando i demimagnum, con il calibro 12/70 si sparano usualmente cartucce da 32-36 g di pallini, già con il 20/70 i classici 24-26 g sono messi in disparte e non è raro osservare i 28-32 g mentre nel 28/70 i 21-22 g sono la norma così come i 18-20 g lo sono per il .410 Mag. E’ noto come una stessa carica sparata da una canna di minor sezione consenta un distribuzione meno favorevole dell’impiego in una di sezione più ampia, ma proprio qui sta un elemento intrigante dei calibri minimi che ora metteremo in chiaro.

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Il diverso angolo di visuale evidenzia maggiormente la parte inferiore della nervatura e il suo consequenziale raccordo curvo con il dorso; insieme appare evidente la linea di raccordo fra la testa del calcio e la bascula con il legno a crescere

Come si spara

Dal momento che si prende a mano una squisita doppiettina come questa Rizzini BR 550 in calibro 28/70 la nostra esperienza agisce in modo inconscio, o quasi, sui nostri tempi di reazione: il cervello pone automaticamente una limitazione alla distanza di ingaggio attivando insieme una maggior attenzione e precisione nel puntamento, il tutto favorito dalla leggerezza dell’arma che va in mira con una rapidità inconsueta. Il diametro di rosata risulta ridotto e la foratura delle canne come la strozzatura vengono curate in modo da ottenere un infittimento al centro: il numero di pallini presenti nella carica è ovviamente minore rispetto ai calibri usuali, e aprire troppo a breve distanza comporta una perdita di lesività non appena il selvatico si allontani di qualche metro in più per il minor numero di piombi che possono colpirlo.

doppietta rizzini br550
I seni emisferici sono contornati dalla scalfatura da cui si origina la testa di bascula con la forma a Y dov’è inserito il perno della chiave; sotto a questa si distende la codetta rastremata con la slitta della sicura e il nottolino del selettore di sparo

Concentrando maggiormente la rosata difficilmente si arriva a rovinare il selvatico, specie se delle dimensioni di una starna o, meglio, di un fagiano, mantenendo qualche metro in più di tiro utile, quel che serve alla cattura. Va da sé che il piazzamento della rosata, già di diametro ben più ristretto di quella di un 12 o anche solo di un 20, dev’essere giusto nella distanza e nella centratura: soddisfacendo questi due parametri ci si stupirà dell’efficacia di questo abbinamento fucile e cartuccia. Una sottigliezza tecnica cui abbiamo fatto ricorso sta nell’impiego, soprattutto in prima canna, di pallini di un numero superiore alla norma, un 7 anziché un 6 ad esempio, sfruttando la celerità con cui si riesce a far partire il colpo: si avrà un maggior numero di proiettili sul bersaglio e ancora dotati di una giusta energia cinetica.

giustapposto rizzini br550
La semplice eleganza del dorso appena convesso bordato dalle nervature laterali e ravvivato dalla ricca incisione

La BR 550 di Rizzini

Realizzare oggi una doppietta gradevole nel disegno d’insieme come nei particolari a cui si abbini una quotazione invitante non è un facile mestiere: ma alla Rizzini questi traguardi sono usuali padroneggiando le macchine a controllo numerico a cui si abbina quel tocco di sapiente manualità degli specialisti. L’impianto è un classico box lock dove alcuni interventi conferiscono classe e distinzione alla bascula di foggia tradizionale ricavata da un massello di acciaio 18 NiCrMo5 lavorato con le tecniche di fresatura o elettroerosione, secondo le migliori opportunità: si osservano i due ispessimenti di rinforzo ai fianchi che si sviluppano in archi a tutto sesto e sottili cordoncini a rilievo che, visti in pianta, appaiono come integrati nel dorso evidenziandone la discreta convessità. Sempre nel dorso è incassato il coperchio inferiore che si prolunga nel ponticello da cui sporge il grilletto, qui singolo, ma con la possibilità di avere un tradizionale bigrillo. La guardia presenta un ovale ben disegnato e termina all’inizio dell’impugnatura con una breve codetta.

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Il corretto ovale della guardia termina un po’ presto senza allungarsi in un guardamano, ma è ravvivato dall’apprezzabile incisione sul brunito. Il grilletto presenta la tavola sdoppiata come le feritoie del ponticello adatto così a un impianto bigrillo

La linea di giunzione con la testa del calcio è un altro particolare elegante così come i seni semisferici sottolineati dai marcati incavi nella testa di bascula dove ha sede la chiave di apertura sotto a cui è posta la codetta superiore rastremata: all’apice sporge la slitta di sicura con il tasto del selettore di sparo. Passando all’osservazione dell’interno si nota il traversino appena ribassato rispetto alla tavola con le sedi dei due tenoni: il profilo  posteriore è arretrato rispetto alla faccia così da migliorare il braccio di leva nella classica chiusura doppia Purdey. Nella parte anteriore si nota il perno e poi la cerniera con le regolari striature date dalla corretta frizione con il testacroce: da qui sporgono appena i puntoni di armamento delle batterie e, al centro, risulta ben evidente il blocchetto sagomato che regola la rotazione delle canne.

canne doppietta rizzini br550
Sulla canne destra è inciso il calibro 28 e la lunghezza di camera pari a 2” e ¾ (70 mm). Raffinata la bindella liscia e concava: una scelta di gusto e un’esecuzione di classe

Il monobloc

La giunzione delle canne avviene con il monobloc di culatta da cui si ricavano, oltre alle sedi dei tubi, i semipiani con il passaggio interno dei gambi degli estrattori e l’incastro a cui si salda il complesso dei due tenoni: apprezzabile l’aggiustaggio delle superfici a contatto, segno di un lavoro molto ben eseguito a garanzia di una lunga vita operativa dell’arma. Nel testacroce dell’astina si osserva il meccanismo di eiezione dotato di martelli lunghi e stretti che lavorano con moto orizzontale: armamento e sgancio sono demandati alla rotazione delle canne e allo sparo.

monobloc rizzini br550
Dal monobloc di culatta sono ricavati i semipiani delle canne e i due tenoni. In evidenza la coppia di estrattori

Le canne

L’acciaio impiegato è il C42 e la cameratura per il 28/70 offre il vantaggio di tubi di sezione ristretta che danno al fucile, insieme alla bascula di misura specifica, quel garbo particolare delle miniature. Tiratura e giunzione sono eseguite a regola d’arte così come i triangoli di zeppatura in volata; si è scelta poi la bindella superiore liscia e concava, sempre in sintonia con la classe propria di una doppietta: anche il mirino sferico in ottone segue la classicità. La lunghezza nell’esemplare visionato è di 71 cm, ma sono contemplati i 67, 76, 81 cm così come gli strozzatori fissi, quelli in opera presentano valori di *** e *, possono venir soppiantati da quelli intercambiabili.

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Il vivo di volata gode di pari attenzioni con una finitura accurata dell’interno canne e nell’inserimento delle zeppature. Mirino classico à cabochon in ottone

La calciatura e le finiture

Noce di grado 2,5 con tinta di fondo mielata, marcate fiammature brune e pori fitti e ben mineralizzati, segno di pianta matura, che conferiscono al fucile un tono di notevole bellezza: le linee vedono un’impugnatura a pistola molto allungata e con la coccia a vista e inclinata, nasello elevato e dorso lineare con sezione di conveniente spessore e ben arrotondato su cui il viso appoggia in maniera naturale. Il calciolo è in legno riportato. L’accurata politura delle superfici e la verniciatura a olio esaltano tutte le caratteristiche del pezzo e si ripropongono nell’asta anch’essa di linee e dimensioni di tradizionale eleganza.

calcio rizzini br 550
Il calcio in noce dalle pregevoli venature brune sul fondo mielato presenta l’impugnatura a pistola allungata e coccia inclinata, nasello evidente e dorso lineare arrotondato. Il calciolo è in legno riportato

Completa l’opera la zigrinatura a passo medio fine con cuspidi rilevate per offrire una presa sicura anche con mani bagnate senza mai arrivare a dar fastidio se la si serra con decisione. Su un fucile dove tecnica ed esecuzione concorrono a far raggiungere una classe elevata sta bene l’aggiunta di un’adeguata incisione: la Bottega di Cesare Giovanelli provvede in merito con le tecniche attuali e le immagini illustrano il lavoro meglio delle parole: troviamo sempre molto appropriato l’abbinamento dei campi incisi fra le superfici trattate ad argento vecchio e quelle in brunitura come il testacroce e, più ancora, il tondo della guardia. Non sono presenti le magliette portacinghia: non se ne sente la mancanza visto il peso di 2,6 kg, ma si possono sempre montare su richiesta.

Conclusioni

Non ci si stupisce se ultimamente il settore trainante delle canne lisce vede i piccoli calibri come il 28 e il .410 Mag. davanti a tutti: i fucili così predisposti conferiscono una sportività maggiore al gesto venatorio e inducono a migliorare le proprie prestazioni grazie anche alla leggerezza dell’arma. Il gioco vale appieno la spesa.

4.5/5 (4)

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