Viene riabilitato dopo un furto ma il TAR gli nega il porto di fucile

La riabilitazione è avvenuta cinque anni fa, ma i giudici hanno dato ragione alla Questura di Genova.

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Siena

Porto di fucileIl Tribunale Amministrativo Regionale della Liguria si è pronunciato sul ricorso presentato da un uomo contro il Ministero dell’Interno e la Questura di Genova. L’obiettivo di questa persona era quello di annullare un decreto del questore genovese di quasi cinque anni fa, un provvedimento che ha negato il rilascio della licenza di porto di fucile uso tiro a volo. I fatti sono presto detti. L’uomo che ha presentato ricorso era stato condannato per un furto continuato, salvo poi essere riabilitato nel 2013.

Il ricorso ha fatto leva soprattutto su questo fatto e sulla condotta irreprensibile dopo il reato. Inoltre, secondo il ricorrente la Questura non avrebbe preso nella giusta considerazione l’attuale inaffidabilità in merito all’utilizzo delle armi. Il ricorso è stato però respinto. Per i giudici amministrativi, c’è ampia discrezionalità nel valutare tutte le circostanze da cui desumere l’inaffidabilità del soggetto e il pericolo di abuso delle armi.

Inoltre, i giudici hanno ricordato il rigore necessario da parte dell’amministrazione pubblica per quel che riguarda valutazioni e giudizi sui titolari di armi. Non basta nemmeno la riabilitazione: secondo il TAR ligure, infatti, le autorizzazioni vanno negate quando la condanne è stata superiore ai tre anni per un delitto non colposo, nonostante l’articolo 43 del TULPS (Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza) non faccia mai riferimento all’intervento della riabilitazione.

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