Storni: Aperta la Caccia agli storni del brindisino

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Storni: nel brindisino si contano i danni causati dagli storni, aperta la cacciaStorni: Aperta la caccia in deroga agli storni nel Brindisino, i danni però sono già tanti

Sicuramente, i tempi non sono ancora maturi per tracciare un primo, provvisorio bilancio circa l’utilità che ne è potuta già derivare dalla caccia in deroga agli storni, concessa dalla Regione Puglia a partire dallo scorso 5 dicembre e sino alla chiusura della stagione venatoria, fissata per il 31 gennaio.

 In effetti, poichè l’attività di caccia è consentita soltanto di sabato, domenica e mercoledì, tre giorni appena non sono senz’altro sufficienti per comprendere se il problema degli storni che distruggono i raccolti possa essere, in qualche modo, risolto (o, quanto meno, attenuato). E, quindi, per accertare se gli agricoltori “vessati” dall’imperversare di centinaia di migliaia di simili volatili potranno beneficiare di danni quantitativamente minori. 

Gli storni, infatti, come ormai è ben moto, a causa del loro esagerato proliferarsi, sono alquanto nocivi ed arrecano continuamente grossi danni alle colture olivicole (oltre che agli ortaggi) dell’intera provincia, di fatto penalizzando una delle produzioni locali per eccellenza del nostro territorio, ovvero l’olio extravergine di oliva. Non è un caso, del resto, che le associazioni di agricoltori e piccoli coltivatori – oltre a presentare le richieste di risarcimento per i danni subiti negli anni pregressi – avevano sollecitato da tempo la predisposizione di strumenti atti a fronteggiare questa piaga, appellandosi in particolar modo alla necessità di derogare alla normativa in materia, che sancisce il divieto di caccia nei confronti di talune specie, fra cui appunto gli storni. 

Accogliendo l’accorato invito del mondo agricolo – pur facendo, contestualmente, un “torto” alle associazioni ambientaliste che, per loro evidenti interessi, si erano subito opposte alla caccia in deroga – la Regione Puglia ha deliberato in tal senso lo scorso 1° dicembre, sulla stessa falsariga di ciò che avvenne lo scorso anno. Nel 2008, tuttavia, come ebbero modo di lamentarsi le associazioni agricole, tale strumento venne concesso con un po’ di ritardo e i benefici che ne derivarono non furono propriamente all’altezza delle aspettative. Anche per questa ragione, malgrado la indubbia soddisfazione per quanto deliberato dalla Regione, timori e perplessità restano alquanto vive, soprattutto in considerazione del fatto che il danno è stato già perpetrato in gran quantità sulla totalità delle colture del territorio provinciale (del resto, è sufficiente alzare lo sguardo per avere u n’idea di quante migliaia di esemplari di storno svolazzino… impunemente nei nostri cieli). 

«Non ci resta che auspicare che almeno se ne abbattino in misura consistente affinchè si riduca la loro forza distruttiva», commentano oggi gli agricoltori, in attesa di avere maggiore contezza dei concreti benefici che deriveranno dalla caccia in deroga ai volatili. Va ricordato che, per poter sparare agli storni (ovviamente in zone dove la caccia è consentita dalla legge, ad esclusione di boschi e canneti, con il metodo dell’appostamento), occorre obbligatoriamente il possesso dell’apposito tesserino (uno specifico, non quello ordinariamente utilizzabile negli altri casi), predisposto dalla Regione Puglia e rilasciato dal Comune di residenza, su richiesta dell’interessato. Inoltre, pur essendo concesso il prelievo in deroga, sono previsti dei limiti quantitativi fissati in non più di 20 capi giornalieri per un massimo di 180 capi per l’intera stagione per ogni titolare di licenza. Ovviamente, l’augurio degli agricoltori è che la caccia in deroga… stuzzichi l’”appetito” di quanti più cacciatori possibili, di modo che la colonia di storni venga numericamente ridotta in misura ragionevole. Del resto, è anche comprensibile che mirino a tale obiettivo, se non altro in quanto, con la crisi che già incombe sul settore, alleggerirsi di questo ulteriore elemento di difficoltà sarebbe quasi come… una manna piovuta dal cielo.

Di PIERLUIGI POTÌ 

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno

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