Caccia e Fauna: Veneto, protesta degli agricoltori per i danni da selvatici

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CinghialeCaccia e Fauna: Veneto, gli agricoltori hanno protestato per i danni subiti dalla fauna selvatica dinanzi alla sede dell’Ente Parco dei Colli; sulla questione Manzato e Stival.

L’assessore ai Parchi del Veneto Franco Manzato, esprimendo la sua vicinanza agli imprenditori agricoli che ieri pomeriggio hanno vivacemente protestato presso la sede del parco, prendendosela con i vari livelli istituzionali coinvolti, ha affermato, “Piena solidarietà agli agricoltori della zona euganea che subiscono danni a causa dei cinghiali, arrivati qui da non si bene dove e lasciati proliferare senza controllo alcuno. Il punto è che non esistono al momento norme cui appigliarci per porre rimedio ad un flagello che non esisteva e che magari qualcuno ha introdotto nei Colli per chissà quali motivi”.

Proseguendo Manzato ha aggiunto, “Il problema c’è, è simile e anzi peggiore a quello delle nutrie e piacerebbe che il Governo dai 2mila miliardi di debito, anziché arzigogolarsi su riforme costituzionali di fine mandato, ci mettesse a disposizione gli strumenti per intervenire prima che i danni crescano ancora, senza possibilità neppure di indennizzarli. Purtroppo temo che anche lui verrebbe bloccato da teorie ideologiche di chi non vive i problemi e probabilmente non li vivrà mai. Un Parco così fortemente antropizzato ha senso se riusciamo a risolvere le difficoltà: non è un terreno di ripopolamento di selvatici alloctoni. O facciamo come in Toscana, magari utilizzando questa disgrazia come risorsa per il territorio, oppure siamo inermi”.

Infine Manzato ha concluso precisando, “Tra parentesi, visto che oggi più che mai il regionalismo è messo in discussione, proprio quanto ci sta accadendo è l’ulteriore dimostrazione che il centralismo non è la soluzione, perché è proprio da norme che calano dall’alto e che non tengono conto delle situazioni esistenti che nascono guai di questo genere”.

Anche l’assessore all’Attività Venatoria del Veneto, Daniele Stival, si dichiara vicino agli agricoltori manifestanti all’insegna di “La nostra pazienza è finita”, esasperati per i danni provocati da questi selvatici in tutta l’area collinare e nella pianura circostante.

L’assessore Stival ha commentato la manifestazione, “Gli agricoltori dell’area euganea hanno ragione su tutta la linea e io vorrei fare molto di più per far fronte ai danni causati loro dai cinghiali che online casino no download distruggono il loro lavoro e e il loro reddito e minano la sicurezza. Ma le istituzioni hanno sostanzialmente le mani legate”.

Continuando Stival ha spiegato, “Vi sono da una parte leggi e regolamenti che impediscono ogni possibile e ragionevole intervento, dall’altra casse vuote per ristorare i danni. Questo fa sì che l’assessorato alla caccia sia totalmente impotente di fronte a questo flagello. I cinghiali non c’erano quando venne istituito il parco; arrivarono dopo e, come specie alloctona, avrebbero dovuto essere eliminati. In un parco naturale ciò però non è possibile”.

Inoltre l’assessore alla caccia ha sottolineando che “I fondi per il ristoro dei danni sono alimentati con le tasse pagate dai cacciatori, il cui numero diminuisce per le continue restrizioni e polemiche che investono questa attività, mentre le entrate non bastano a compensare i danni arrecati dalla fauna selvatica e non ci sono altri soldi”.

Infine Stival ha concluso affermando, “Agli agricoltori, sia agli abitanti delle zone infestate, sia a quanti hanno pagato questa invasione anche in termini di salute, dico con chiarezza che il conto anche economico e le proteste andrebbero indirizzate a quell’ideologismo che mi sento di definire taleban–pseduoambientalista, che dal permanere dei problemi attinge linfa di sopravvivenza, lega le mani agli amministratori e nulla propone per risolvere veramente il problema. Oggi siamo arrivati addirittura a proporre “dardi soporiferi”. E poi?”.

11 ottobre 2012

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