Caccia: a Valverde, in provincia di Pavia, cacciatori e guardie venatorie vengono a lite a causa di una fascetta male attaccata ad cinghiale abbattuto; sul posto costretti ad intervenire i Carabinieri.
Tutto accade nella mattinata dell’11 dicembre scorso, in località Bozzola del comune di Valverde (PV), dove la squadra “Papavero” di Pavia si era recata per una battuta di caccia al cinghiale; durante la battuta uno dei cacciatori viene fermato da una sedicente Guardia Venatoria dell’ATC PV5 che, a dire dei cacciatori, senza esibire alcun tesserino di riconoscimento comincia ad esaminare uno dei cinghiali abbattuti. La guardia, ultimato l’esame della carcassa, contesta l’errata apposizione della prevista fascetta identificativa che sarebbe stata attaccata al naso dell’animale anziché al tendine d’Achille della zampa. In base a tale infrazione la guardia comincia a compilare un verbale preannunciando il contestuale sequestro della carcassa. Immediata la protesta dei cacciatori che contestano l’irregolare compilazione del verbale rifiutandosi quindi di firmarlo; la diatriba va avanti per circa tre ore finché sul posto viene richiesto l’intervento dei Carabinieri di Varzi in presenza dei quali i cacciatori accusano la guardia di abuso di potere per appropriarsi indebitamente del cinghiale. Dopo alcune ore perse, ormai nel pomeriggio, la squadra di cacciatori ha potuto riprendere la battuta ma ormai il branco di cinghiali che avevano individuato si era allontanato dalla zona di caccia.
A seguito di quanto accaduto i cacciatori hanno presentato, tramite il loro avvocato, un esposto al dirigente del Settore Faunistico provinciale con il quale sostengono che la guardia dell’ATC PV 5 era in realtà solo una guardia giurata, pertanto priva della qualifica giuridica adeguata per procedere al sequestro. Inoltre i cacciatori sostengono che non esista alcuna norma che obblighi l’apposizione delle fascette al tendine né relativa sanzione pecuniaria in caso di trasgressione; allo stesso modo secondo i cacciatori non esiste alcuna norma che preveda il sequestro dei capi abbattuti ed “erroneamente” marcati. Infine i cinghialai della squadra “Il Papavero” a fronte dell’abuso subito e della giornata di caccia persa a causa dell’operato della guardia, hanno richiesto un risarcimento all’ATC quantificato nella somma di 18mila euro.
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