Caccia Pesca Ambiente Fasano discute del Calendario Venatorio pugliese

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Cacciatori con caniI cacciatori di CPA Fasano, Caccia Pesca Ambiente, hanno discusso del nuovo Calendario Venatorio pugliese con esponenti della Regione, di Coldiretti e di atre Associazioni Venatorie.

I cacciatori fasanesi chiedono più tutela e si rivolgono alle istituzioni regionali, insieme ad altre associazioni di categoria il sodalizio presieduto da Alessandro Moscato ha incontrato i due consiglieri regionali. Il 18 maggio scorso, nella sede dell’associazione Caccia Pesca Ambiente in via De Giosa, si è svolta un’assemblea di importanza regionale che ha avuto come tema di discussione il calendario venatorio 2013-2014.  Vi hanno partecipato, oltre ai soci del sodalizio presieduto dal giovane Alessandro Moscato, i consiglieri regionali Fabiano Amati e Donato Pentassuglia. Presenti anche un rappresentante regionale della Coldiretti, Giuseppe Lorusso, e dell’Enci (Ente Nazionale Cinofilia Italiana), Giuseppe Dentamaro. Le categorie dei cacciatori erano tutelate dalla presenza di alcuni esponenti delle Associazioni Venatorie quali Fidc (Federazione Italiana della Caccia), Italcaccia, Libera Caccia, ANUU Migratoristi e naturalmente Cpa, che come organizzatrice dell’incontro poteva contare sul vicepresidente nazionale Rocco Bellanova e il presidente regionale Martino Santoro oltre al già citato Moscato. L’assemblea ha esposto ai consiglieri regionali presenti la necessità di avere un Calendario Venatorio “sostenibile”, che sia, di fatto, in linea con quello previsto nelle normative regionali, nazionali e comunitarie vigenti, “senza inutili e ingiustificate restrizioni”.

“In effetti – spiega il presidente Moscato -, la cultura ambientalista, ormai molto diffusa tra la gente, porta come metodo di prevenzione nella protezione degli uccelli quello di tutelare a prescindere, senza tener conto invece dei delicati equilibri che sussistono in natura. Si, perché dovete sapere che purtroppo molte specie di animali, sia uccelli che mammiferi, sono definite “specie opportuniste” perché, essendo predatrici, se presenti in sovrannumero sul territorio, arrecano danni irreversibili sia all’agricoltura che ai piccoli uccelli”. Nasce quindi per i cacciatori l’esigenza di una “sentinella” (il cacciatore appunto) che contribuisca, con il supporto di dati scientifici redatti da istituti specifici, a contribuire a ristabilire gli equilibri.

Gli animali dei quali stiamo parlando – continua Moscato – sono gazze, corvidi, ghiandaia, volpe e storno. Quest’ultima specie, anche se presente sul territorio con milioni di esemplari, è paradossalmente una specie protetta, cacciata soltanto in regime di deroga”. Durante l’incontro si è voluto focalizzare anche l’attenzione sulla caccia alla specie “Tordo bottaccio” che fa parte delle caccie tradizionali pugliesi. Per questa specie, negli ultimi anni, la caccia è stata ridotta di 10 giorni (di calendario, ma solo 3 giorni di caccia) e cioè dal 30 gennaio si è passati al 20, nonostante in Regioni vicine, come la Calabria, l’anno scorso si è potuto cacciare proprio fino al 30 gennaio.

“In questa “giungla normativa” di cui siamo “vittime” – ha concluso Moscato – spero facciano chiarezza i consiglieri regionali presenti che cercheranno di far produrre documenti univoci che ci garantiscano certezza del diritto”.

23 maggio 2013

Fonte: OsservatorioOggi

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