Digiscoping: il “lungo” occhio dello smartphone.

DIGISCOPING - Tramite gli specifici adattatori Swarovski Optik, possiamo collegare lo smartphone al telescopio o al binocolo che ci accompagnano nelle battute di caccia.

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L’adattatore Swarovski Optik PA-i5s si monta facilmente sullo smartphone.
L’adattatore Swarovski Optik PA-i5s si  monta facilmente sullo smartphone
L’adattatore Swarovski Optik PA-i5s si monta facilmente sullo smartphone

Digiscoping – Oggi, tutti usiamo uno smartphone, più o meno “intelligente”. Questo straordinario strumento ci permette di fare moltissime cose nel campo della comunicazione allargata e ci offre anche ottimi risultati video-fotografici, grazie alla fotocamera interna. Come accade con tutte le fotocamere digitali, la qualità finale delle immagini non dipende soltanto dal sensore della fotocamera incorporata ma, soprattutto dalla “lente”, cioè dall’obiettivo, ossia dal telescopio o binocolo. Gli smartphone, tuttavia, cedono le armi se chiediamo loro maxi-ingrandimenti. Tutto bene per i programmi balistici, per le regolazioni delle ottiche, per i selfie, per le foto di rito e per le fotografie tradizionali, ma, quando dobbiamo riprendere un soggetto lontano e non avvicinabile entra in gioco l’esigenza di abbinarvi un binocolo o un telescopio da osservazione terrestre.  Certo: i migliori smart hanno zoom (digitali) che consentono di “avvicinare” (relativamente) il soggetto, ma la perdita di qualità e nitidezza è rilevante. Come nella fotografia tradizionale, ci vorrebbe un super-teleobiettivo, capace di forti ingrandimenti (ottici) e lunghezze focali importanti. Ma è assolutamente impossibile, collegare lo smartphone a un classico teleobiettivo fotografico (che non può essere usato per pura osservazione ed ha bisogno di un buon corpo reflex).

L’applicazione sul nuovo binocolo Companion CL10x30.
L’applicazione sul nuovo binocolo Companion CL10x30.

In una parola, occorre abbinare lo smartphone con uno strumento ottico da osservazione, come un binocolo, un’ottica da puntamento o un telescopio da osservazione (il “lungo”). Ciò avviene – in afocale, cioè senza lenti interposte fra i due strumenti – tramite gli specifici adattatori Swarovski Optik, che mettono in asse e in solido contatto l’obiettivo dello smartphone con l’oculare dello strumento ottico. L’occhio umano che osserva attraverso le lenti viene sostituito dall’obiettivo del cellulare.

Lo smartphone si fissa stabilmente e in asse perfetto sull’oculare del telescopio.
Lo smartphone si fissa stabilmente e in asse perfetto sull’oculare del telescopio.

In questo contesto, noi cacciatori siamo ancor più favoriti. Non soltanto per il fatto che conosciamo bene gli strumenti ottici utilizzati a caccia (che in alcuni posti sono obbligatori). L’obiettivo fotografico (in cristallo di zaffiro) degli smartphone – e in particolare degli iPhone®- offrono molte cose alla nostra sconfinata passione venatoria. La video-fotocamera dei nuovi telefonini diventa a tutti gli effetti il nostro terzo occhio: prima, durante e dopo lo sparo. In pratica, il cellulare – oggi – non serve soltanto per la classica foto di rito e per il Weidmannsheil, ma si dimostra un formidabile compagno di caccia anche per i censimenti, per tenersi in contatto con la squadra, per coordinare ogni azione di caccia, per i tiri (veri e di prova), per consultare le tavole balistiche, per la sicurezza, per consultazioni in rete, per valutazioni, per orientarsi con la bussola e con le carte, per “navigare”, per registrare, per panoramiche video-fotografiche, per il meteo, gli orari, le classi di sesso/età dei selvatici, per vedere la TV, per scrivere, per giocare, e per mille altre applicazioni; compresa quella che riteniamo fondamentale: il Digiscoping, reso possibile dagli adattatori fotografici Swarovski Optik. Gli ingrandimenti possibili – ovviamente identici a quelli del lungo – raggiungono i 70x, cioè 70 volte la realtà e con lunghezze focali ben superiori (oltre 3.000 mm.) a quelle dei pesanti e cari super-teleobiettivi fotografici. Nella pratica, possiamo toccare semplicemente lo schermo e scattare in automatico un’ottima immagine o un bel video, senza dover impostare nessuna opzione particolare.

A tutt’oggi, gli adattatori SwarovskiOptik specifici sono dedicati agli iPhone®, da abbinare ai lunghi e binocoli Swarovski, ma presto il campo verrà allargato ad altri tipi di smartphone. Questi adattatori (nei diversi modelli PA-i5; PA-i6s; PA-i7) sono afocali (cioè senza alcuna lente) e rispettano il principio di base: quello di mantenere stabilmente, centrato e in asse perfetto l’obiettivo dell’iPhone® con l’oculare. Tutto ciò offrendo al cacciatore la possibilità di avere le mani libere e di poter agire soltanto sui pulsanti specifici.

L’abbinamento è davvero semplice: basta inserire l’iPhone® nell’apposita gabbia in alluminio che calza come un guanto e serrare la chiusura di sicurezza; al centro dell’obiettivo della fotocamera un apposito anello – diverso e intercambiabile a seconda che si usi il binocolo o il lungo – si inserisce a pressione sulla conchiglia oculare gommata dei binocoli e telescopi SwarovskiOptik. Il gioco è fatto: l’iPhone® resta nella posizione voluta (orizzontale o verticale); non ci resta che agire sull’icona fotocamera e inquadrare il soggetto, orientando il lungo o il binocolo come d’abitudine. Null’altro e senza perdere la testa nei menù.

Un capriolo in velluto, fotografati con lo smartphone.
Un capriolo in velluto, fotografati con lo smartphone.

Nuovi i miracoli di questo tipo di Digiscoping: innanzitutto, non è più necessario focheggiare di precisione sulla ghiera del lungo: alla messa a fuoco fine ci pensa l’AF automatico dello smartphone, sia in funzione matrix che spot, lavorando cioè su una griglia che suddivide lo schermo in 9 settori separati. In pratica, se il soggetto sta nel settore centrale, viene messo a fuoco in modo automatico; se sta (o si sposta) in uno dei settori laterali non resta che “toccarlo” – in touch-screen– nel punto dove sta. Eseguita la messa a fuoco automatica, si preme delicatamente il pulsante di scatto e la foto viene subito registrata nella scheda di memoria. Visibile in tempo reale. Condivisibile, anche live, in rete o su altri monitor connessi. A seconda delle situazioni, possiamo effettuare una zoommata non virtuale (oltre a quella iniziale per eliminare la vignettatura) semplicemente “pizzicando” lo schermo. Se, poi, manteniamo premuto il pulsante di scatto, l’iPhone realizzerà una raffica di foto, fra cui sceglierà quella migliore. Gli Iso sono automatici e si lavora prevalentemente in P programma automatico. L’automatismo è totale e lascia fare tutto al minicomputer, oppure si possono impostare alcuni parametri base, compreso il fuoco manuale.

TECNICA E DOCUMENTAZIONE

Fermo restando che gli smartphone fanno tutto da soli, liberando il cacciatore da ogni pensiero di menu, possiamo dire agli appassionati di tecnica e fotografia che, come si addice alle moderne fotocamere digitali,  lo smartphone ha la funzione HDR, la possibilità di “lavorare” in rapporto 1:1, lo zoom in touch reale in ripresa e in riproduzione, la griglia per i settori AF e tanto altro. Il tutto con una velocità di scatto davvero impressionante. Completano in quadro il panorama assistito, valido e intuitivo (basta spostare lo smart lungo il panorama e tutte le immagini saranno racchiuse in un solo file), il flash (non in Digiscoping) e la possibilità di “lavorare” bene anche nelle ore crepuscolari, in autoISO. Dal punto di vista tecnico, il diaframma più luminoso della fotocamera incorporata ha un’apertura da f/2.2 e un nuovo sensore più grande con 15MP: ciò significa grandi prestazioni anche con scarsa luce. Il processore ISP, integrato nel chip, rende l’autofocus due volte più veloce, sia nell’acquisizione delle immagini che nelle sequenze. La stabilizzazione automatica si apprezza soprattutto nelle foto con zoom elevato. Assai interessante, infine l’opzione video, anche in slo-motion (full HD e/o fino a 4K).

Chiaramente, il Digiscoping con fotocamere reflex e la caccia fotografica di qualità sono cosa diversa dal digiscoping praticato con gli smartphone. Ciò, tuttavia, non significa affatto negare il grande valore della documentazione (prioritaria sulla forma) che lo smart offre in modo impareggiabile – e impensabile in un recente passato – ai cacciatori e agli amanti della Natura. Anzi.

Le prestazioni degli smartphone in Digiscoping appaiono assolutamente straordinarie ed offrono molto in chiave operativa e documentale. Lo riconosciamo senza problemi. Il gap si è ridotto di molto, ma il digiscoping con fotocamere digitali (reflex e tanto più le mirror-less) offre, indiscutibilmente una maggiore qualità. Il sensore degli smart è molto piccolo e può contenere minori informazioni e dettagli; si rivela ancora piuttosto “debole” sulle alte luci; e, in generale, non offre menu, impostazioni e regolazioni paragonabili alle moderne fotocamere digitali. E tanto altro ancora.

Approfondiremo bene questo tema nella prossima puntata, anche esaminando le diverse app fotografiche a disposizione e testando la possibilità di realizzare fantastici filmati (in 4K) che sfruttano in modo straordinario la qualità ottica degli strumenti ottici e adattatori SwarovskiOptik.

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