Federcaccia Salerno: chiarimenti sulle modifiche all’attività venatoria

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FedercacciaFedercaccia Salerno chiede un incontro urgente con l’assessore Viterale per discutere delle modifiche apportate all’attività venatoria dalla nuova legge finanziaria approvata dalla Regione Campania.

E’ stata approvata dalla Regione Campania la legge finanziaria 2012 all’interno della quale l’art. 34 prevede alcune modifiche riguardanti l’attività venatoria in regione Campania.

Queste nuove regole pongono ulteriori restrizioni e balzelli ai cacciatori. Viste le sostanziali innovazioni che tali modifiche porteranno alla caccia campana, il Presidente provinciale di Salerno della Federcaccia, Luigi Spera, ha sollecitato, al neo assessore Amelia Viterale, un incontro urgente tra tutte le rappresentanze politiche, sociali ed associazionistiche per discutere della gravissima situazione che si è venuta a creare.

Il mondo venatorio ancora una volta è stato stravolto dalle istituzioni che non hanno tenuto conto della cultura e delle tradizioni dei popoli che amministrano – denuncia Spera – ma che pretendono di spremerlo solo nei momenti a loro utili (elettorali?) o quando vi potrebbe essere un possibile ritorno. Basta leggere l’approvato articolo 34 per capire l’evidente discriminazione tra chi pratica la caccia alla selvaggina migratoria e coloro che invece praticano quella alla stanziale, sia nel numero di giornate fruibili da 30 a 66 per tutta l’annata venatoria, sia per la quota a loro carico da € 61,98 a € 30,99″.

Appare assurdo che un cacciatore debba prenotarsi anche nel proprio territorio di residenza fosse pure per una semplice camminata con il proprio ausiliare o per un fugace “schizzo mattutino ai tordi” o per un breve “rientro pomeridiano a merli”. La differenziazione tra migratoria e stanziale – continua il presidente di Federcaccia – porta all’impossibilità di stabilire l’indice di densità venatoria all’interno di ogni singolo ATC (cosa prevista dalla Legge 157/92) tantomeno sarà possibile “prenotarsi” nella stessa giornata perché verrebbe a mancare il confronto dei vari indici.

Il concetto di caccia alla migratoria “solo in regime di mobilità” si scontra con il diritto alla caccia che ogni appassionato acquisisce con il pagamento delle tasse governativa e regionale come avviene in ogni altra regione d’Italia e soprattutto perché costringere ogni cacciatore migratorista a pagare l’ATC per la stanziale? Quello che poi non si riesce proprio a capire è per quale motivo la Regione Campania si debba appropriare di questi ulteriori € 30,99 per permettere la caccia ad una selvaggina che sicuramente non può né essere ripopolata né gestita, né tantomeno ritenuta di proprietà di qualcuno!

Riteniamo opportuno chiedere – conclude Spera – da parte delle Istituzioni provinciali e regionali, un segnale evidente e forte di aver compreso quali enormi danni sta arrecando questa politica scellerata di modificare gli usi e le tradizioni millenari delle nostre terre, senza esserne a conoscenza.

Chi ci amministra ha forse deciso di “uccidere” la caccia? Se così fosse sarebbe opportuno che prima di compiere l’insano gesto questi signori cercassero di capire che cosa ne pensano coloro che ne sono i primi attori e tutti coloro che sono vicini a questo strano mondo che esiste dalle origini dell’uomo”.

Federcaccia Salerno

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