Il Servizio Caccia della Regione Friuli chiarisce alcuni aspetti della nuova legge

Il coordinatore Dario Buscema ha spiegato i punti controversi del testo, vale a dire il recupero degli ungulati feriti e il numero di colombacci prelevabili.

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Club del Colombaccio

Servizio Caccia della Regione FriuliIn Friuli Venezia Giulia non si parla d’altro, gli anticaccia hanno innescato una polemica che non sembra avere fine e che riguarda le modifiche alla legge regionale sull’attività venatoria appena approvata. Per questo motivo Dario Buscema, coordinatore sostituto della struttura stabile di Pordenone del Servizio Caccia e Risorse Ittiche della Regione, è intervenuto per precisare alcuni aspetti.

Anzitutto, le norme contestate sono quelle più importanti del testo. In particolare, la legge prevede che le Riserve di Caccia intervengano nel recupero e abbattimento degli ungulati gravemente feriti in seguito a un incidente stradale. Buscema ha spiegato come questo affidamento sia giusto e doveroso, visto che le stesse Riserve hanno delle strutture adeguate per il trattamento delle carni.

Un’altra polemica riguarda i colombacci che possono essere prelevati ogni giorno: si tratta di 25 uccelli, un numero che per il Servizio Caccia corrisponde al quantitativo prelevabile per la selvaggina migratoria che ha indicato l’ISPRA. Un ulteriore chiarimento è quello relativo a orari e periodi di caccia al cinghiale: anche in questo caso sono state seguite le indicazioni dell’Istituto, oltre agli scopi del piano venatorio regionale, secondo cui occorre eradicare il selvatico in tutto il territorio della pianura.

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