Letteratura venatoria. La Caccia nella Contea di Gorizia, di Leonardo Formentini e Marco Codermaz

Caccia: Il volume La Caccia nella Contea di Gorizia, di Leonardo Formentini e Marco Codermaz, stampato con i tipi della casa editrice triestina Luglio Editore, verrà presentato venerdì 6 aprile p.v. alle ore 17.30 nella prestigiosa cornice di Palazzo Locatelli a Cormons. 

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La Caccia nella contea di Gorizia
Il libro “La Caccia nella contea di Gorizia”.

Il volume “La Caccia nella Contea di Gorizia”, di Leonardo Formentini e Marco Codermaz, stampato con i tipi della casa editrice triestina Luglio Editore, verrà presentato venerdì 6 aprile p.v. alle ore 17.30 nella prestigiosa cornice di Palazzo Locatelli a Cormons.  Relatore sarà il Prof. Hans Kitzmüller, noto germanista, scrittore e docente universitario. Le antiche tradizioni della caccia nella Contea di Gorizia rivivono in questo volume per contribuire a mantenere viva l’etica venatoria che ancora esiste tra gli appassionati di questa arte.  Le pagine ripercorrono secoli di storia con inediti documenti riguardanti non solo le tecniche di caccia con il falco, l’arco, la balestra e le prime armi da fuoco, ma anche con testimonianze in prima persona sull’ultimo conte di Gorizia Leonardo il quale verso la fine del ‘400 andava cacciando “ su e giù a scauza collo per le montagne con lancia in resta tanto che tutti si meravigliano che non si habbia amazato mo trenta volti”.

Ed ancora, passata la contea agli Asburgo, troviamo i consigli dell’esperto Imperatore Massimiliano I noto per questa sua passione e di molti altri eruditi friulani che in varie epoche elogiarono la pratica venatoria.  Grande influenza in tutta Europa ebbe poi la Società di Diana Cacciatrice fondata a Gorizia nel 1779, persino il re delle Due Sicilie Ferdinando IV onorò la città di una sua visita durante la quale partecipò ad una battuta assieme a tutti i cavalieri goriziani. Altri personaggi come Giacomo Casanova e Carlo Goldoni hanno lasciato nelle loro memorie interessanti notizie  sulla cucina ed i piatti di selvaggina serviti nei banchetti. Un lungo medioevo venatorio che arriva sino alla rivoluzione del 1848, quando il concetto giuridico di caccia riservato al sovrano ed alla nobiltà viene scardinato e si afferma un nuovo tipo di gestione venatoria voluto dall’imperatore Francesco Giuseppe.

Preziose sono infine le curiose ricette riguardanti la preparazione di animali come il riccio, la volpe, il gatto selvatico ottenute dagli autori, il più delle volte garantendo l’anonimato, nelle zone della valle dell’Isonzo, del Carso e della laguna di Grado.

Il libro “la caccia nella contea di Gorizia”

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