MINI LEPRE – Caccia alla Mini Lepre

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MINI LEPRE
(Sylvilagus floridianus)

 

 

Fenologia
S  N  R

 

 

Mini Lepre

 mini lepre MINI LEPRE: Descrizione

La Mini Lepre appartiene all’ordine Lagomorpha, famiglia Leporidae. Ha dimensioni medio-piccole: lunghezza corporea compresa tra 40 e 45 cm, coda di 4-7 cm, piede di 8-10 cm e orecchio di 5-6 cm. Il peso oscilla tra gli 800 e 1500 g; in genere, le femmine sono più grandi dei maschi. La Mini Lepre si distingue dalla Lepre per le minori dimensioni, le orecchie più corte e l’aspetto più tondeggiante. Più simile al Coniglio selvatico, la Mini Lepre si differenzia da questo per le orecchie decisamente più lunghe e per il fatto che, dopo la fuga, non si rifugia mai nella tana. Il colore del pelo delle parti superiori va da grigio-bruno a grigio-rossiccio, mentre inferiormente è bianco. La coda è soffice ed evidentemente bianca nelle parti inferiori, tanto da fargli assegnare il nome comune americano di cottontail (“coda di cotone”). Diversamente dal Coniglio selvatico, si tratta di un specie solitaria, solo occasionalmente rilevabile in gruppi, peraltro di piccole dimensioni.
 

 

 mini lepre MINI LEPRE: Habitat e areale di diffusione

La Mini Lepre vive in una grande varietà di ambienti, dai campi coltivati, ai boschi, alle praterie, agli incolti, purché caratterizzati dalla presenza di cespugli dove trovare riparo da eventuali predatori. La Mini Lepre ha abitudini prettamente crepuscolari e notturne. Si nutre di un’ampia gamma di materiale vegetale: piante erbacee spontanee e coltivate, germogli, parti di piante legnose. Il Silvilago, come Lepre e Coniglio selvatico, in momenti di carenza reingerisce parte delle proprie feci per incrementare l’assunzione di proteine, acqua e vitamine del gruppo B, ottimizzando in questo modo il proprio metabolismo. La Mini Lepre partorisce da 3 a 7 volte per stagione riproduttiva, tra febbraio e settembre, dopo una gestazione di circa 25-35 giorni, e sono in grado di dare alla luce fino a 35 giovani all’anno. I maschi fissano una stretta gerarchia, in base alla quale individuano le priorità di accoppiamento.L’area di diffusione originaria si estende dal Nord America sino alle regioni settentrionali del Sud America. Introdotta in Francia e Italia a scopi venatori, la Mini Lepre si è espansa notevolmente intorno ai nuclei di rilascio originari, grazie al suo elevato tasso riproduttivo. Nei territori d’Oltralpe, però, sembra essersi estinta in tempi recenti e attualmente in tutta Europa sopravvive solo in alcune popolazioni selvatiche frammentarie in Italia settentrionale. Qui è stato infatti introdotto per la prima volta in Piemonte nel 1966; successivamente, in diverse aree dell’Italia settentrionale, sono avvenuti numerosi altri rilasci a fini venatori (Prigioni et al., 2001).

 

 mini lepre MINI LEPRE: Dimensione e andamento delle popolazioni

Nel Nord America la Mini Lepre raggiunge densità di 9-10 individui per ettaro. Nelle regioni nord-orientali della Penisola italiana rimane una popolazione minima isolata, localizzata su una piccola isola lagunare, sotto stretto controllo di privati. Nelle porzioni occidentali, i contingenti di Mini Lepre mostrano un incremento numerico ed un’espansione lungo le rive fluviali e nelle scarpate di strade e ferrovie (Mitchell-Jones, 1999; Spagnesi & De Marinis, 2002). Le osservazioni indicano che la specie sta colonizzando nuovi territori in Lombardia (Vigorita et al., 2003a).

 

 mini lepre MINI LEPRE: Conservazione e gestione

La Mini Lepre appartiene ad una specie alloctona, dovrebbe essere posta sotto stretto controllo o eradicata (Vigorita et al., 2003a; Spagnesi & De Marinis, 2002). La sua presenza potrebbe infatti comportare eventi di competizione con le specie simili con cui condivide l’habitat (Lepre comune e Coniglio selvatico), anche se non sono noti casi di studio su questa interazione. Nei punti di maggiore densità la Mini Lepre può inoltre causare danni in campo agricolo, in particolare alle coltivazioni orticole (Prigioni et al., 2001); in particolare può intaccare coltivazioni di sia, frumento e mais in crescita, vite e pioppo in fase giovanile, alberi da frutto (Spagnesi & De Marinis, 2002). L’eradicazione totale della specie dal territorio in tempi brevi non sembra realistico, tanto più che, in quanto specie cacciabile, viene continuamente immessa. Allo stato attuale sarebbe opportuno regolare in modo incisivo le popolazioni di Mini Lepre esistenti per evitare eventuali espansioni in nuovi territori, oltre a vietare ulteriori immissioni in natura e proibire la detenzione in cattività (Spagnesi & De Marinis, 2002).

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