Arci Caccia: nuovi “eroi” e “falsi profeti” dell’animalismo ad effetto invadono la politica

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Arci Caccia - Associazione VenatoriaArci Caccia: nuovi “eroi” e “falsi profeti” dell’animalismo ad effetto invadono la politica.

La rincorsa “all’animalismo ad effetto” continua a produrre ogni giorno nuovi “eroi” e “falsi profeti”. Dopo le petizioni e le interrogazioni al Ministro dell’Ambiente presentate da alcuni Parlamentari di SEL (De Petris e Petraglia) contro la nomina di Luca Santini – cacciatore – alla Presidenza del Parco delle Foreste Casentinesi, e che seguono le posizioni assunte in campagna elettorale dal suo leader Nicki Vendola, in parte poi smentite sul piano locale da alcuni candidati ed esponenti dello stesso partito, alla totale sudditanza del PDL nei confronti delle posizioni dell’ex Ministro Brambilla e di alcuni esponenti del centrodestra che, come nel caso avvenuto a Siena, provocano iniziative rumorose e scomposte in nome dell’animalismo (pensare che erano originariamente tutti uniti sotto il “Presidente cacciatore”), si aggiunge oggi il protagonismo eccentrico di Alberto Lenzi, responsabile del dipartimento benessere animale del PD toscano.

Forse è il caso che anche il PD chiarisca un’imbarazzante ambiguità: è compatibile la contemporanea esistenza di una linea filo venatoria a sostegno della gestione faunistica (la stessa che ha contribuito a produrre l’avanzata legislazione regionale in questa materia) con il dipartimento “benessere animale” coordinato da Alberto Lenzi che, nonostante il disconoscimento di Sani e Spinelli riguardo una sua recente presa di posizione – sul proprio sito si unisce all’entusiasmo animalista per la moratoria decisa dalla Provincia sul contenimento delle volpi e lancia una raccolta di firme online per dimostrare che gli “amici degli animali” sono di più dei circa cento mila cacciatori toscani? Come possono “coabitare” queste contrastanti visioni all’interno dello stesso Partito?

Pur sapendo che molte forze politiche, al proprio interno, si caratterizzano per posizioni differenziate su questo tema, nel caso specifico siamo di fronte ad un vero e proprio settore organizzato di lavoro che entra nel merito dell’attualità del dibattito e cerca di orientarne gli esiti.

E’ corretto che uno stesso esponente del Partito dell’Assessore Provinciale di Siena si aggreghi al coro osannante dello schieramento animalista che evidentemente non ha colto l’obiettivo di ricostruire il clima di serenita’ che la moratoria di un mese decisa da Anna Maria Betti ha offerto a tutte le sensibilita’ che si confrontano sulla gestione faunistica? E’ normale che un dipartimento del Partito di maggioranza relativa che in Toscana ha la responsabilità di governare gran parte delle Istituzioni, anziché sostenere una posizione equilibrata che preannuncia la costituzione del Comitato ” fauna bene comune”, rafforzi la posizione dell’associazionismo animalista come se esso stesso ne fosse parte integrante? Com’è possibile che un settore di lavoro del PD toscano divenga il megafono di una fazione rumorosa che rivendica una presunta superiorità etica che certamente non può vantare?

Noi crediamo che sia assolutamente necessario riconquistare serietà ed equilibrio. Le diversità di opinioni, sempre legittime, possono rivelarsi fruttuose solo se inserite in questo contesto; se invece, come ci sembra di percepire nella fattispecie, è un modo di conquistare visibilità personale e un pò di celebrità passeggera, significa che la politica avrebbe completamente dismesso il proprio ruolo di orientamento. Riacquisirlo è una necessità improcrastinabile, pena la perdita di prestigio e di autorevolezza.

In questa fase complicata di tutto abbiamo bisogno fuorché di ulteriore confusione.
 
2 aprile 2013

Arci Caccia

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