Caccia agli Acquatici, Antica Tradizione di Caccia Italiana

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Cacciatore a caccia di anatre selvatiche che utilizza un richiamo per germani realiCaccia alle anatre: Uno dei tipi di caccia che può dirsi comune a tutto il territorio italiano è la caccia agli acquatici che di certo è anche una delle forme di caccia più complete e variegate.

Questo tipo di caccia si pratica in territori umidi caratterizzati dalla presenza di stagni, laghi, paludi, lagune marine, mete preferite per volatili come anatre e trampolieri che frequentano l’intera penisola. Nella caccia agli acquatici le prede cacciabili appartengono sostanzialmente all’avifauna migratoria che giunge sul territorio italiano nel periodo autunnale; solitamente si parla di Alzavole, Canapiglie, Codoni, Fischioni, Germani, Mestoloni, Morette e Moriglioni, uccelli acquatici accomunati dalle stesse abitudini come la frequentazione di zone umide, di grandi distese d’acqua ove poter sostare per la maggior parte del giorno per poi spostarsi in paludi e acquitrini alla ricerca di nutrimento.

Sono proprio questi i luoghi ove viene praticata la caccia agli acquatici, in particolare anatre, utilizzando metodi e stratagemmi che, seppur con moderni accorgimenti, risalgono a tempi remoti e si tramandano tra i cacciatori di generazione in generazione. Tra i vari metodi architettati dall’uomo per la caccia alle anatre troviamo senza alcun dubbio la caccia in botte, tradizione molto diffusa in alcune zone d’Italia come la laguna veneta, il delta del Po e i pantani Longarini in Sicilia; non meno diffusa è la caccia da appostamento fisso da capanni costruiti sulle sponde delle zone lacustri o nel bel mezzo delle paludi anche più inaccessibili come quella in territorio toscano del Padule di Fucecchio. Germani reali in volo durante battuta di caccia alle anatre in botte

Il metodo della caccia in botte prevede che il cacciatore posizioni all’interno dello specchio d’acqua, una botte o un altro artefatto a tenuta stagna e abbastanza capiente da permettergli di restare all’asciutto ma allo steso tempo immerso quasi interamente in acqua. Con questo stratagemma il cacciatore esporrà solo una minima parte alla vista degli uccelli acquatici, ovvero quella che sporge fuori dalla botte quindi al di sopra della superficie dell’acqua. La botte va inoltre mimetizzata possibilmente tra la vegetazione acquatica come ad esempio un canneto oppure, in assenza di questa, si può ottimizzare la mimetizzazione posizionando rami e arbusti in modo da confondersi con l’ambiente circostante e ingannare la vista degli acquatici.
Il problema della mimetizzazione è fondamentale in tutti i tipi di caccia ma si fa più importante nella caccia agli acquatici in appostamento dal capanno; bisogna tener conto infatti che anatre e trampolieri sono tra le specie di uccelli acquatici che hanno il senso della vista maggiormente sviluppato nonché animali astuti dotati di una vista eccezionale che frequentemente si muovono in stormi più o meno numerosi: basta che un solo uccello dello stormo avverta un pericolo per far saltare inevitabilmente la possibilità per il cacciatore di andare segno. Di tutto ciò quindi bisogna tenere conto nella preparazione e la costruzione di un buon capanno per ottenere una efficace mimetizzazione che possa occultare nel miglior modo possibile il cacciatore alla vista degli uccelli acquatici, facendoli così accostare il più possibile.

In Italia sono diversi i metodi utilizzati per edificare i capanni e variano a seconda delle caratteristiche della zona umida in cui si caccia ma, soprattutto, a seconda delle tradizioni locali.

Il capanno deve essere costruito in modo tale che sia il più possibile omogeneo e somigliante al paesaggio circostante, con la parte posteriore più alta in modo da occultare la testa del cacciatore che sporge, non deve essere troppo largo ma adatto a restarci per alcune ore. L’ideale per confort, durata e funzionalità è il capanno in muratura, parzialmente interrato, mimetizzato con piante rampicanti e sempreverdi, ai piedi delle quali vengono collocate le gabbie con i richiami vivi. I capanni più utilizzati in Italia per la caccia agli acquatici sono: la coveggia, fatta interamente di erba alta circondata dall’acqua; il cesto, posizionato in prossimità della riva o della foce di un fiume; il nascondiglio di canne o erbe, posto dietro la botte o tina, dove appunto si nasconde il barchino negli appostamenti ed infine il casotto, costruito in posizione molto rialzata.

Accessori fondamentali per la caccia agli acquatici in appostamento sia in botte che da capanno, sono i richiami e gli stampi fissi o animati. Per quanto riguarda gli stampi si parla di sagome in plastica, in passato fatte in legno, raffiguranti generalmente anatidi di varie specie; gli stampi più comuni sono quelli raffiguranti anatre in posizione statiche di galleggiamento, posate sul pelo dell’acqua. Esistono poi altri tipi di stampi raffiguranti anatre in posizione di discesa in acqua; questo tipo di stampi contiene un meccanismo che fa ruotare le ali della sagoma simulando perfettamente il movimento che un uccello acquatico compie mentre scende per posarsi sulla superficie dell’acqua. Il cacciatore prima di appostarsi potrà posizionare gli stampi a proprio piacimento formando un gruppo o ponendole distanziate tra loro. Cane da Caccia e Cacciatore attendono le loro anatre durante battuta di caccia

Ogni cacciatore ha il proprio metodo per la sistemazione degli stampi secondo la propria esperienza e quella tramandatagli, secondo le condizioni meteorologiche, secondo le particolarità della zona di caccia ed ovviamente tenendo conto della specie che sceglie di insidiare; è molto utile, se non addirittura fondamentale conoscere bene abitudini e comportamento di ogni singola specie che si intende cacciare. Ad esempio, cacciando anatre che tendono a riunirsi in gruppi numerosi sostando in capienti specchi d’acqua, il cacciatore che intende allestire un “gioco” accattivante per questi uccelli, dovrà posizionare almeno una ventina di stampi formando un gruppo abbastanza compatto. Il secondo passo è appostarsi attendendo l’arrivo delle anatre vere facendo molta attenzione, in caso si posseggano richiami vivi, ad eventuali versi prodotti da questi poiché alcune specie cantano quando si accorgono dell’arrivo di altri uccelli.

Altri metodi per la caccia agli acquatici sono quello da appostamento temporaneo e la caccia in forma vagante con l’ausilio del cane; con questi metodi di caccia viene generalmente insidiato il beccaccino.

Altro aspetto della caccia alle anatre da esaminare è l’utilizzo di fucili e munizioni adatti a queste prede; bisogna infatti tenere conto che spesso nella caccia agli acquatici il tiro è abbastanza lungo e queste specie di uccelli sono generalmente dotati di un folto e robusto piumaggio che li protegge dall’acqua nonché di una robusta muscolatura. Proprio per queste ragioni vengono in genere usati fucili calibro 12 camerati magnum con canne da 70 cm e strozzature medie o maggiori; per quanto concerne le munizioni, le cartucce più idonee devono contenere almeno 36 gr di pallini in piombo dal 6 al 4. C’è da dire che nella maggior parte delle zone umide italiane le cartucce con pallini al piombo per la caccia agli acquatici sono ormai bandite al fine di evitare i rischi dell’inquinamento da piombo; vengono quindi sostituite da cartucce cosiddette “atossiche” contenenti pallini in acciaio o in tungsteno. Cane da Riporto durante azione di caccia alle anatre

Altro fattore da non sottovalutare per chi pratica la caccia agli acquatici è l’abbigliamento; considerato l’ambiente in cui si pratica questo tipo di caccia ed il continuo contatto con l’acqua sono fondamentali gli stivali in gomma impermeabili, eventuali indumenti impermeabili ed in genere un buon abbigliamento da caccia che permetta di resistere a dure condizioni climatiche di freddo e umidità. Concludendo è doveroso ricordare che, nonostante il parere contrario degli ambientalisti, proprio la caccia agli anatidi, con le sue tradizioni tramandate nei secoli, garantisce la salvaguardia di importanti zone umide, habitat naturale per varie specie di uccelli, animali anfibi, insetti e numerose specie di piante. Tutto ciò perché in molte zone i cacciatori si adoperano per mantenere vivi specchi d’acqua artificiali, per gestire paludi salvaguardando il territorio in modo da assicurare agli uccelli acquatici un luogo congeniale ove poter sostare durante le loro migrazioni ed allo stesso tempo mantenere viva l’antica tradizione della caccia agli acquatici.

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