Caccia al cinghiale, il Giudice di Pace condanna l’ATC Avezzano

L'Ambito abruzzese ha dato ragione a un cacciatore 36enne a cui era stata assegnata una zona non idonea al prelievo venatorio.

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Caccia al cinghiale e peste suina in Sardegna

ATC AvezzanoDodici mesi senza la possibilità di cacciare cinghiali a causa dell’assegnazione di un’area non idonea. È questa la motivazione addotta dal Giudice di Pace per condannare l’Ambito Territoriale di Caccia di Avezzano, il quale dovrà pagare mille euro a un cacciatore del posto. Che cosa è successo di preciso? Come ricostruito e spiegato dal quotidiano Il Centro, un 36enne si è rivolto a due avvocati a causa dell’assegnazione a lui e alla sua squadra di una zona per la caccia al cinghiale denominata “La Cesalonga”. La scelta dell’ATC non è piaciuta sin dall’inizio e i cacciatori hanno fatto presente alla Provincia dell’Aquila che l’area era caratterizzata da una serie di criticità e rischi.

La zona è stata studiata e approfondita e la stessa Provincia abruzzese ha riconosciuto i pericoli lamentati e la non idoneità al prelievo venatorio: inoltre, un dirigente si è rivolto a Giacomo Di Domenico, numero uno dell’Ambito Territoriale di Caccia avezzanese, affinché cercasse una zona alternativa e adatta a un gruppo composto da 22 persone. La soluzione non è mai stata proposta e nemmeno trovata e si è arrivati al processo. Oltre al 36enne, gli altri 21 cacciatori della squadra “I Limieri” hanno pagato in modo regolare le tasse per garantire la loro iscrizione all’Ambito, ma non hanno avuto la possibilità di abbattere i cinghiali nel corso della stagione venatoria 2013-2014.

A questo punto, come ricordato anche da Il Centro, si attendono ricorsi al giudice simili a quello di cui si sta parlando, visto che ormai si tratta di un precedente importante. Il processo del cacciatore potrebbe “ispirare” il resto della squadra con il medesimo iter giudiziario. Oltre ai mille euro di risarcimento di cui si è parlato in precedenza, l’Ambito sarà costretto a pagare le spese legali che ammontano in questo caso a 1700 euro.

La denuncia alla Corte dei Conti da parte dei cacciatori “Limieri” è una possibilità concreta, tenendo conto del fatto che esposti del genere non rappresentano una novità assoluto per quel che concerne l’Abruzzo. Il Consiglio Regionale ha approvato in via definitiva il regolamento per la caccia al cinghiale in questo territorio circa due anni fa (nel maggio del 2014 per la precisione): agli Ambiti Territoriali di Caccia viene richiesto di consegnare a ogni squadra un registro di battuta (con i verbali) in cui riportare i dati identificativi, il numero dei cacciatori e l’elenco. Solitamente le squadre sono composte da un gruppo di persone compreso tra 5 e 15 unità, tra cui un caposquadra e almeno due vice-caposquadra.

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