Svizzera: Per i cacciatori il piano proposto dal Cantone per la caccia tardo autunnale è troppo ambizioso. “Vanno abbattuti 200 capi in meno”.
Dialogo difficile tra la Federazione dei cacciatori dei ticinesi (FCTI) e l’Ufficio della caccia e della pesca (UCP). Come rivela il Corriere del Ticino i cacciatori sono in disaccordo con il piano di abbattimento proposto dal Cantone nell’ambito della caccia tardo autunnale (dal 15 novembre al 14 dicembre), affermando che ci sono troppi cervi da abbattere. Secondo quanto stabilito dall’Ufficio della caccia e della pesca sono 830 gli esemplari che vanno abbattuti. Questo per limitare il numero di cervi presenti sul territorio per evitare eccessivi danni alle culture. Inoltre, poiché il numero di catture durante la caccia alta non ha raggiunto gli obiettivi prefissati, si tratta di continuare con la stessa strategia anche durante la caccia tarda autunnale.
Dal canto suo, la FCTI aveva presentato un suo piano di abbattimento. “Si arrivava a quota 630” ha spiegato al Corriere del Ticino Marco Viglezio, vicepresidente della Federazione. “Si tratta di ben 200 capi in meno rispetto al programma del Cantone, tenendo in considerazione la popolazione nei singoli distretti”. Un piano basato inoltre sulle direttive federali e sui criteri utilizzati nei Grigioni.
La caccia al cervo, sostiene ancora Viglezio, “non deve diventare una lotta senza quartiere, che dura tutto l’anno, di giorno e anche di notte, soltanto perché negli anni in Ticino si è instaurato un costoso sistema di risarcimento dei danni della selvaggina. Il cervo è una specie autoctona che ha ricolonizzato il Ticino nel corso degli ultimi decenni e in base alla legge federale ha diritto a occupare i suoi spazi vitali”. Non ci sarebbero poi segnali di un aumento della popolazione dei cervi come si vorrebbe far credere, sottolinea ancora Viglezio, per cui la FCTI ritiene la manovra cantonale ingiustificata.
Pronta la replica dell’Ufficio della caccia e della pesca. Il capoufficio Giorgio Leoni ha spiegato al giornale che “ci sono dei precisi obiettivi da raggiungere in quanto abbattimenti. Abbiamo il dovere di rispettare e difendere gli interessi di tutti gli attori, non da ultimo quelli di coloro che vivono di agricoltura e subiscono importanti danni dagli ungulati”. A tal proposito Leoni ricorda che il Cantone ha pagato circa 1,3 milioni di franchi per risarcimenti dovuti ai danni di ungulati.
In una lettera inviata settimana scorsa ai cacciatori iscritti alla caccia autunnale, Leoni precisa che sono state fornite tutte le indicazioni del caso e il numero di capi per distretto che occorrerebbe uccidere. “L’UCP mette le mani in avanti, affermando che il piano di abbattimento è ambizioso e oggettivamente difficile da raggiungere. Aspettiamo i risultati e a bocce ferme ognuno potrà trarre le sue conclusioni”.
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