Caccia: Perugia, la sicurezza delle altane

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Altana da cacciaGià dall’inizio della stagione venatoria la Provincia di Perugia si impegnata in una campagna di promozione per una maggiore sicurezza nella caccia.

Proprio nell’ambito dell’impegno della Provincia per promuovere la sicurezza nell’attività venatoria, in località “Poggiomanente” di Umbertide (PG), sono state presentate le altane per la caccia al cinghiale in appostamento alla presenza del consigliere provinciale con delega alla caccia, Franco Granocchia, e del presidente dell’Ambito territoriale di caccia “Perugia 1”, Quartilio Ciofini.

Le altane da caccia, ricordiamo, sono strutture realizzate in legno o metallo utilizzate per esercitare la caccia in appostamento in modo sicuro e permettendo le migliori condizioni per il tiro; in particolare le altane allestite dalla Provincia di Perugia sono del tipo a scaletta fissa e aperta.

Ricordando l’impegno della Provincia nell’ambito della sicurezza il consigliere Granocchia ha commentato, “All’inizio della stagione venatoria abbiamo promosso corsi di formazione mirati alla caccia sicura, tra l’altro molto frequentati ed efficaci sul piano della qualità delle nozioni impartite”.

Prosegue il consigliere sulle altane, “Il progetto pilota delle altane realizzate a Poggiomanente rientra in questo programma. Un calibro con munizione canna magnum diventa mortale anche a un chilometro di distanza, con le carabine il pericolo è ancora maggiore perché hanno tre chilometri di gittata. Viste le caratteristiche morfologiche dei nostri territori, nella stragrande maggioranza collinari, con ampi spazi aperti, l’uso dell’altana garantisce una grande sicurezza, perché il colpo punta verso terra e non rimbalza. Quindi è un sistema che aumenta di gran lunga la sicurezza”.

La necessità di una grande attenzione alla sicurezza viene dalla forte densità di cacciatori di cinghiali nella zona. Nella Provincia di Perugia la pratica della caccia al cinghiale si va sempre più diffondendo anche a fronte della grande proliferazione della specie; solo nella provincia di Perugia ci sono più di 7.500 cacciatori dediti a questo tipo di attività venatoria suddivisi in 159 squadre dislocate sui territori degli ATC Perugia 1 e Perugia 2.

Spiega ancora Granocchia “Noi consideriamo che durante la battuta i cacciatori appostati non possono abbandonare la loro postazione per nessun motivo, per evitare il pericolo di ritrovarsi nel campo di tiro del cacciatore vicino o di venir colpiti da un colpo di rimbalzo. In forza di ciò, le postazioni soprelevate, le altane appunto, garantiscono migliore sicurezza e possibilità di sparare colpi esplosi in direzione del terreno, con migliore visibilità”.

Prosegue il consigliere, “Grazie all’altana si possono distinguere le forme di tutto ciò che si muove intorno e diminuisce fortemente il rischio di spiacevoli incidenti. Anche perché l’altana impone al cacciatore di restare fermo e sappiamo che spesso è il movimento improvviso un membro della squadra di caccia a provocare l’incidente”.

Auspicando poi che la sperimentazione di Poggiomanente possa diffondersi in tutto il resto del territorio della provincia dice Granocchia, “Noi contiamo sull’esperienza dei cacciatori per avere quante più informazioni utili a capire se questo modello può essere allargato ad altri territori con le stesse caratteristiche. La Provincia investe molto sulla sicurezza, affinché questo sport possa essere praticato evitando al massimo i rischi”.

Il presidente dell’ATC Perugia 1, Quartilio Ciofini, ha precisato che i cacciatori collaboreranno attivamente all’iniziativa, “Per un cacciatore non c’è nulla di peggio che una battuta che finisce in tragedia. Per questo abbiamo accolto con grande spirito collaborativo l’iniziativa della Provincia”.

 

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