La puntualizzazione di Arci Caccia Marche sulla gestione dei cinghiali

Secondo la sezione regionale dell'associazione venatoria, applicare la turnazione delle squadre significherebbe ritornare al passato.

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Novara

Arci Caccia MarcheIl cinghiale (Sus Scrofa) ricopre un ruolo decisivo nel panorama della gestione faunistica. Il cinghiale è una specie onnivora, particolarmente plastica e contraddistinta da una capacità riproduttiva sorprendente. Queste peculiarità hanno determinato, nel tempo, anche grazie ai cambiamenti climatici e all’accrescimento incondizionato di boschi, un aumento considerevole del numero degli individui non solo nella nostra Regione Marche, ma in tutto il territorio nazionale, provocando una situazione delicata e critica a livello gestionale che sta determinando problematiche nei rapporti tra mondo agricolo e venatorio.

Abbiamo assistito da parte dell’associazionismo agricolo, in questi ultimi periodi, a prese di posizioni molto forti nei confronti della politica regionale, quindi, nei confronti dei cacciatori di cinghiali. Alcune Associazioni Agricole ritengono che l’elevata densità di cinghiale sia dovuta principalmente ad una cattiva attività gestionale delle specie da parte delle squadre di braccata alle quali è affidato un dato territorio di caccia (unità di gestione), perciò, propongono la “rotazione delle squadre di braccata”. Arci Caccia Marche sostiene che un’organizzazione del prelievo venatorio del cinghiale che preveda la “rotazione delle squadre di braccata” sarebbe una scelta tecnicamente sbagliata in quanto verrebbe meno a principi di carattere gestionale e sociale, fondamentali per lo svolgimento della tecnica di prelievo nella forma collettiva anzidetta. Applicare la turnazione delle squadre significherebbe ritornare al passato, quando ciò aveva un senso data l’esigua presenza di cinghiale sui nostri territori. Oggi la presenza di cinghiale è abbondante in qualsiasi luogo, dalla costa alla montagna.

La strategia migliore per contenere i livelli di accrescimento della specie e unica possibilità per ottenere dei buoni frutti, in riferimento alle problematiche che il cinghiale sta creando, è quella di conferire alle squadre che gestiscono una propria unità di gestione, gli oneri dei risultati attraverso l’adozione, da parte degli Ambiti Territoriali di Caccia, di protocolli operativi che dovrebbero responsabilizzare maggiormente le squadre in tutti gli aspetti della gestione (caccia, controllo numerico e interventi di prevenzione dei danni). Ciò non sempre avviene e vi è la necessità che si provveda tempestivamente. Il Piano Faunistico Venatorio Regionale (PFVR), il documento tecnico-politico di pianificazione faunistica regionale che dovrà essere emanato con ogni probabilità nel prossimo 2020, dovrà delineare linee tecniche di gestione della specie cinghiale semplici e incontrovertibili, finalizzate ad ottenere risultati certi. Ci sono realtà regionali italiane nelle quali sono stati adottati virtuosi protocolli operativi che stanno dando ottimi risultati creando una contrazione sensibile dei danni alle colture agricole, senza prevedere la rotazione delle zone di caccia. Anche l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, ISPRA, nelle “Linee guida per la gestione del cinghiale”, ribadisce nitidamente che è fondamentale, per una corretta gestione del cinghiale, esercitare in modo esclusivo la propria attività venatoria in una “zona di caccia” alla quale ciascuna squadra di braccata dovrà risultare inscindibilmente vincolata.

Arci Caccia Marche ritiene, quindi, che sia il redigendo PFVR, sia i disciplinari/protocolli operativi degli AA.TT.CC. marchigiani, dovranno rispondere con un rinnovato slancio alle problematiche che oggi e sempre più la specie causa sui territori. Per affrontare al meglio questa ed altre criticità, Arci Caccia Marche ha istituito un TAVOLO APERTO a tutti i sani rappresentanti del mondo associativo venatorio, agricolo e ambientalista per verificare, esaminare, suggerire atti e svolgere azioni concrete, condivise e idonee al raggiungimento dell’obbiettivo suddetto. Arci Caccia è convinta che solo attraverso il dialogo e lo scambio di idee si possa costruire un futuro migliore e, per questo, invita tutti gli stakeholder interessati al progetto alla partecipazione al “tavolo aperto”.

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