Sicurezza pubblica
“Il fenomeno della proliferazione dei cinghiali in Puglia non può più essere affrontato con interventi episodici o emergenziali. Oggi parliamo di sicurezza pubblica, tutela delle attività produttive, salvaguardia del paesaggio e salute umana”. Lo dichiarano il capogruppo Pd, Stefano Minerva, e il consigliere regionale di Per la Puglia, Antonio Tutolo, intervenuti oggi in IV Commissione nel corso dell’audizione dedicata al Piano regionale di gestione del cinghiale. Nel corso della Commissione sono stati illustrati i dati del quadriennio 2021-2024, che confermano la dimensione del problema: 571 danni accertati alle colture agricole con oltre 570 mila euro liquidati dalla Regione; 343 incidenti stradali causati dall’attraversamento di cinghiali, con un costo stimato di circa 1,7 milioni di euro per la viabilità. Le province più colpite risultano Foggia e Taranto, mentre i danni maggiori riguardano cereali e impianti frutticoli.
Strategia moderna
“Dietro questi numeri – proseguono Minerva e Tutolo – ci sono agricoltori che vedono compromesso il proprio lavoro, cittadini che rischiano sulle strade e interi territori che chiedono risposte strutturali. Per questo condividiamo l’impostazione illustrata in Commissione dall’assessore Paolicelli: serve passare dalla sola logica dell’indennizzo a una strategia moderna di gestione e valorizzazione della filiera”. “Il tema – aggiungono – non riguarda soltanto il contenimento della fauna selvatica. Se accompagnata da controlli rigorosi, dal rafforzamento del selecontrollo, dal monitoraggio veterinario sul territorio e da una rete efficiente di punti di macellazione autorizzati, la gestione del cinghiale può diventare anche un’opportunità economica e produttiva, dentro una filiera certificata, trasparente e sicura”. Nel corso dell’audizione è stato inoltre evidenziato il lavoro già avviato dalla Regione con misure di prevenzione e contenimento: dall’autodifesa per gli agricoltori attraverso gabbie e chiusini di cattura, fino agli investimenti sulla sicurezza stradale con nuova cartellonistica, dissuasori luminosi e sistemi sperimentali per allontanare gli animali dalle carreggiate. Accanto ai ristori, la Regione continua inoltre a incentivare recinzioni per la protezione delle colture e degli allevamenti.
Rafforzare i selecontrollori
“Con l’assessore Paolicelli – sottolineano ancora – stiamo lavorando a un piano che deve essere sempre più efficace e uniforme su tutto il territorio regionale. Per questo riteniamo fondamentale rafforzare il numero dei selecontrollori, ampliare formazione e abilitazioni e garantire un coordinamento pieno anche nelle aree protette e nei parchi, che non possono diventare zone franche rispetto a un problema che impatta direttamente su agricoltura, ecosistemi e sicurezza”. “Parallelamente – concludono – occorre continuare a investire sul monitoraggio scientifico e sulla raccolta dei dati, anche in collaborazione con università e istituti veterinari. La gestione della fauna selvatica deve fondarsi su evidenze tecniche, prevenzione e programmazione. Solo così possiamo trasformare un’emergenza in una politica strutturale capace di garantire sicurezza ai cittadini, tutela agli agricoltori, equilibrio ambientale e nuove opportunità economiche per i territori” (fonte: Consiglio Regionale della Puglia).




































