A caccia nelle valli di Comacchio

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Acquatici

Caccia nelle valli di Comacchio: Belle e ricche di attrattive.

Vivere le valli di Comacchio non è mai stata impresa semplice specie per i molti cacciatori che condizionati dall’ambiente che li circonda, umido e duro, hanno dovuto limare e modificare la tecnica venatoria tanto da renderla perfetta per la location, lasciandola invariata per secoli tant’è che non di rado la caccia svolta sulle valli di Comacchio è detta arte venatoria d’altri tempi.

Di norma una giornata di caccia si svolge tipicamente così: si raggiungono le barche tradizionali a remi e ci si reca verso gli appostamenti al largo o sui dossi, ossia isolotti che variano nella forma e nella grandezza.

Naturalmente il primo che arriva, e il più esperto, capace di aggirare le difficoltà causate dalla nebbia, dal giaccio e dal vento, riuscirà ad accaparrarsi il posto migliore. Non sempre le acque sono tanto profonde da consentire l’uso dei remi: in quel caso si utilizza il paradello, una sorta di palo biforcuto, lungo circa 3 metri e particolarmente solido, che consente spostamenti precisi. 

Chi opta per un posto a largo non ha certo il problema delle acque basse e dista dai compagni cacciatori circa un chilometro, di modo che durante la caccia non ci si disturbi. La caratteristica insolita è che di norma il battello viene quasi affondato, di modo che le anatre non lo possano individuare.

Detto questo è sinceramente importante conoscere la natura delle lagune e delle valli di Comacchio per il buon pescatore: le prime non sono altro che bacini costieri ai quali la natura consente una circolazione libera dell’acqua del mare, grazie ad un affascinante movimento di alte e basse maree. Le valli invece sono aree di acqua salata delimitate ad opera dell’uomo grazie all’uso di argini, di canali, di chiuse dalle quali, quando serve, viene fatta entrare l’acqua salata proveniente direttamente dal mar Adriatico, o l’acqua dolce del fiume Reno.

Il fondale di queste immense distese di acqua raggiunge i due metri al massimo, intervallate da antiche case di servizio. Un tempo estese per oltre 40 mila ettari, dopo le bonifiche che si sono concluse nel 1966, oggi le valli non occupano più di 11 mila ettari.  Ad oggi sono composte principalmente da 4 zone: Fattibello, Campo, Fossa di Porto e Vacca. Accanto a questi favolosi ambienti, casa di numerosi anatidi, si trovano anche le saline di Comacchio, dove non è raro incontrare favolosi Germani Reali e altri ambienti e valli più o meno ampie che hanno resistito agli intenti di bonifica.

Come annunciato in precedenza, nelle valli di Comacchio si caccia sui dossi o a largo.

In linea di massima le postazioni su dossi libere sono circa una cinquantina e per raggiungere il luogo di caccia ci si impiegano si e no dai 15 minuti fino all’ora. Di norma si parte prima dell’alba, intorno alle quattro del mattino e la regola è quella del “chi prima arriva meglio alloggia”. Durante tutte le giornate di caccia si può assistere ad una vera e propria regata, complicata anche dalle condizioni atmosferiche, non sempre eccellenti.

Non esistono posti di caccia migliori in assoluto, ma la qualità della location varia al variare del vento e delle stagioni, quindi solo il cacciatore d’esperienza riesce ad individuare la postazione giusta prima degli altri. 

Raggiunta la postazione il lavoro non si conclude qui: si deve costruire il capanno temporaneo nel caso in cui non ci fosse o risistemare quello già presente per meglio mimetizzarlo. Risolto il primo problema si dovranno calare gli stampi, che devono essere rimossi alla fine di ogni giornata di caccia ed infine si collocheranno i richiami vivi in acqua ed i volantini nel capanno.

Leggermente differente è lo svolgimento della caccia a largo. La principale difficoltà di questo genere di caccia è la totale assenza di punti di riferimento dato che lo specchio d’acqua sul quale la si svolte è molto esteso. Inoltre, data la varietà di specie alla quale è possibile dare la caccia, il cacciatore deve conoscere diverse tecniche ed essere preparato per le più differenti situazioni. Se le difficoltà aumentano, come è ovvio che sia, ad aumentare ci pensano anche le gratificazioni.

Manco a dirlo per cacciare a largo è indispensabile l’esperienza e la conoscenza della zona, che si acquisisce molto lentamente, ma in alcuni casi è possibile rientrare a casa con un carniere variegato e di tutto rispetto: inoltre trascorrere una giornata di caccia a contatto con la natura ed in compagnia dei propri amici non ha davvero prezzo.

 

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