Olfatto del cane

1

olfatto del caneDi rado se ne parla, ma non tutti i cani da caccia possiedono un olfatto similare. La differenza principale è fra i cani dotati di Megaolfatto e quelli dotati di Teleolfatto che determinano caratteristiche fisiche e tecniche di caccia diverse.

Ci siamo già soffermati sulle evidenti capacità olfattive dei cani, che mille volte di più rispetto ad altre specie, dimostrano d’avere un olfatto sviluppato e sopraffino. Ma quando si parla di cani da caccia, il discorso da farsi è ancora più particolare.

Sorprende infatti scoprire che l’uomo, in base alle necessità venatorie, in relazione alle tecniche di caccia e alla preda cui si da seguita, sia riuscito a selezionare segugi con strutture del cranio e dunque facoltà olfattive differenti, che dunque differiscono anche nello stile di caccia. Da questo punto di vista dunque possiamo distinguere fra cani dal megaolfatto o microsfron e cani dal teleolfatto o teleosfron.

I primi, i cani dal megaolfatto, sono quella categoria di segugi che danno caccia alla propria preda senza mai sollevare il naso da terra, esaminando con perizia e precisione qualsiasi traccia presente sul terreno e lasciata durante la fuga. il fiuto del caneAspirano aria brevemente ed in maniera molto frequente e non li si potrà mai vedere con il naso per aria (per lo meno non quando seguono una traccia).
Questo perché riescono con la propria capacità olfattiva, a raccogliere le pesanti particelle odorose presenti sul terreno in grande quantità, trovando con una certa semplicità la strada giusta da seguire. Inoltre grazie ad una particolare conformazione del muso questa categoria di segugi riesce a guardare avanti senza necessariamente dover staccare da terra il tartufo.

Questo genere di olfatto viene detto microsfron o megaolfatto esattamente perché i segugi pare che scrutino le particelle odorose attraverso microscopio. Saranno avvantaggiati o svantaggiati nel loro operare dalle condizioni meteo (il vento che li raggiunge alle spalle ad esempio li favorirà notevolmente), ma soprattutto dalla propria formazione fisica. Anche le orecchie, pendule, non li caratterizzano casualmente. Sono state anche queste selezionate per aiutare gli odori a convogliare verso il naso, non permettendo che si mescolino caoticamente con quelli che sono trasportati dal vento ad esempio.

l'olfattoLa situazione migliore che si possa verificare per un cane dal megaolfatto alla ricerca della propria preda è quella nella quale il terreno si presenti leggermente più caldo rispetto all’aria.
Il cane che tradizionalmente è considerato capofila è il Segugio di Sant’Uberto o Blood Hound. Basti pensare che si dimostra capace di seguire una traccia anche dopo un giorno dal passaggio di un uomo o animale, a differenza degli altri segugi che perdono la traccia dopo 5 ore circa dal passaggio della preda.

Diverso il discorso per i cani dal Teleolfatto o Teleosfron. Ci riferiamo infatti ad una tipologia particolare e caratteristica di olfatto che presentano grosso modo tutti i cani da ferma, la cui capacità olfattiva è quasi telescopica nel senso che si dimostra in grado di valutare la eventuale presenza e addirittura posizione del selvatico, pur da ampie distanze. In questo caso il cane non si interessa al terreno attraversato dal selvatico in fuga, ma lascia che sia il vento a portargli l’odore che cerca, percependo quelle minime particelle odorose che gli gravitano intorno.
Il segugio naturalmente sarà caratterizzato da seni nasali particolarmente ampi e con canne nasali dritte o  magari che convergano verso l’alto, caratteristica che è propria del Pointer.

Diversamente dal cane dotato di Megaolfatto il cane dal Teleolfatto effettua delle rarefatte inspirazioni d’aria, particolarmente lente e profonde che gli consentiranno di tirare a se un numero di particelle odorose tali da consentirgli di scovare la preda. Ovviamente il portamento del cane dal Teleolfatto è caratterizzato da un andamento a testa alta, che effettua ampi movimenti fintanto che la traccia non è individuata.
Le variabili atmosferiche influiscono molto più su questo genere di caccia: pressione atmosferica, vento, e pioggia possono rendere davvero difficoltosa la missione del cane.

Non è presente ancora nessuna valutazione.

Valuta questo articolo!

CONDIVIDI
Articolo precedenteFucili: manutenzione e pulizia
Articolo successivoIl sistema di identificazione dei calibri
Meloni Pierfilippo
Giornalista pubblicista e fondatore di Caccia Passione. Correva l'anno 2002 quando diedi vita al portale internet, mettendo a frutto tre grandi passioni, quella in lettere moderne, l'altra per l'informatica e altresì per l'attività venatoria. Negli anni Caccia Passione è divenuto Testata giornalistica ove oggi scrivono le migliori "Penne" giornalistiche d'Italia.

1 COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here