Cimurro, la malattia virale che colpisce i cani da caccia

Il cimurro è una malattia virale che colpisce i cani e che nel corso dei secoli ha causato numerose vittime. Vediamo i sintomi e la prevenzione

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cimurroAvere un cane è un’esperienza positiva sia per il nostro amico a quattro zampe,  sia per il padrone. Per vivere al meglio questo legame dobbiamo ricreare le condizioni ideali per garantirgli il benessere fisico.

Se è fondamentale stabilire un rapporto tra segugio e cacciatore, non bisogna tralasciare la salute. Il nostro dovere è quello di metterlo al riparo da malattie pericolose e a volte letali. Nel momento in cui ci assumiamo la responsabilità di avere un cane, il nostro dovere è quello di pensare al suo benessere e di consultare gli esperti quando sospettiamo una eventuale malattia.

Il veterinario è l’unico che sa come curare al meglio il nostro cane e aiutarlo a superare un eventuale virus. I nostri amici a quattro zampe sono spesso all’aperto quindi sono soggetti a numerosi attacchi a cui non sempre riescono a rimanere immuni.

Tra quelli più diffusi c’è il cimurro, la malattia nel corso dei secoli ha causato diverse vittime. Ancora oggi è mortale, ma con i vaccini la situazione è migliorata.

cimurroIl cimurro presente in Europa fin dal XVII secolo si basa su un virus che si trasmette per contatto. Il primo a descriverla fu Jenner nel 1809, ma la vera causa venne scoperta da Carrè nel 1905.

Il virus spesso letale, non colpisce solo i cani non vaccinati, ma anche il furetto, la volpe e il lupo. La malattia si diffonde rapidamente per contatto tra cani infetti. Solitamente il virus si annida nello scolo nasale e oculare, che va a formare goccioline che si disperdono nell’aria. Il virus anche se instabile fuori dal proprio ospite, può essere trasportato tramite gli indumenti di persone a contatto con cani infetti.

Il periodo d’incubazione va dai 3 ai 7 giorni. In questo periodo i sintomi sono diversi. Inizialmente si manifesta febbre alta fino a 40°,  a questo si aggiunge la lacrimazione del naso e degli occhi, in seguito diminuisce anche l’appetito.

Finita questa fase che solitamente dura 2-3 giorni, il cane manifesta i sintomi classici della malattia che colpiscono varie parti dal corpo, insieme o separatamente. Il cane potrà soffrire di sintomi digestivi come diarrea, vomito, stomatite, tonsillite. Per quanto riguarda l’apparato respiratorio il nostro amico a quattro zampe soffrirà di tosse, dispnea.

Come durante l’incubazione, nella fase centrale della malattia, la zona oculare non viene risparmiata. Il nostro segugio potrebbe soffrire di congiuntivite purulenta.

cimurroAnche la zona cutanea e quella nervosa, non viene risparmiata dal cimurro. Le pustole e ispessimento della cute del naso e dei cuscinetti plantari, vengono accompagnate da convulsioni, paralisi e contrazioni muscolari.

Nei casi peggiori la malattia può portare alla morte. In caso di guarigione ci sono conseguenze neurologiche come epilessia, convulsioni, che in alcuni casi diventano delle forme croniche.

Il cimurro è una malattia virale, quindi non esiste una cura specifica. In questo caso il veterinario può decidere di trattare le infezioni batteriche secondarie delle cure di supporto.

Tra queste ci sono cure antibiotiche per trattare infezioni antibatteriche, farmaci per ridurre i sintomi digestivi. A queste si affiancano antinfiammatori e cure per spingere il cane a mangiare e bere.

L’arma di prevenzione più efficace è il vaccino. Questo può essere somministrato a partire dai 2 mesi e il richiamo un mese più tardi. A partire dal primo richiamo, i successivi si effettuano ogni 12 mesi.  

In base alle condizioni specifiche del cane, il veterinario deciderà quale protocollo vaccinale è più adatto al nostro amico a quattro zampe.

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