Tiro a volo, grande successo per il circuito Fiocchi Day a Todi (PG)

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Fiocchi DayNel corso della giornata di ieri, domenica 28 agosto 2016, si è tenuto a Todi (in provincia di Perugia) l’importante circuito “Fiocchi Day”. La competizione che prende il nome dalla celebre azienda lecchese di munizioni ha visto partecipare con grande entusiasmo il pubblico, a conferma del fatto che si tratta di uno dei principali eventi del settore. Mauro De Filippis è riuscito a conquistare la “cartuccia d’oro”, mentre al secondo posto si è classificato Salvatore Rizzo.

Il gradino più basso del podio è stato occupato invece da Franco Felici. Gli atleti hanno dato il meglio di loro e hanno avuto la possibilità di festeggiare i successi con un premio davvero interessante, vale a dire il soggiorno di una settimana a Dubai offerto dal Faza’s Shooting Club. Gli iscritti sono decisamente aumentati e l’edizione 2016 del circuito si è caratterizzata per un +15% di notevole importanza.

Fiocchi Munizioni ha ringraziato sentitamente tutte le persone che hanno partecipato, gli organizzatori e chi ha contribuito al successo della manifestazione. Un plauso particolare è andato a Luciano Rossi, numero uno del TAV Umbriaverde che ha ospitato la prova, uno dei master imperdibili in evento. L’appuntamento è già fissato al 2017.

Daino alla vaccinara

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Ricette – Daino alla vccinara: ingredienti per preparare la nostra ricetta.

Ricette selvaggina

Ingredienti per 4 persone

  • 800 g. di polpa di daino;
  • 500 g.  di passata di pomodoro o pelati;
  • 4 coste i sedano;
  • 1 carota;
  • 1 cipolla;
  • 1 ciuffo di prezzemolo;
  • 1 spicchio di aglio;
  • 1 bicchiere di vino bianco;
  • pepe in grani;
  • 3 cucchiai di olio extravergine di oliva.
  • 2 fettine di guanciale;
  • 20 g. di pinoli;
  • 30 g. di uvetta;
  • 1 cucchiaino raso di cacao amaro;
  • sale q.b.

Daino alla vaccinara – Preparazione

Tagliare la polpa del daino in pezzi abbastanza grandi e lasciarla in acqua corrente per qualche ora. Scolarla e metterla in uno scolapasta per tutta la notte per consentirle di perdere tutta l’acqua e l’eventuale sangue residuo.

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La carne di daino viene rosolata insieme al trito di odori appena realizzato ed aggiunto.

Tagliare il guanciale a dadini e rosolarlo nell’olio di oliva extravergine quindi aggiungere la carne e rosolare il tutto per bene. Aggiungere il trito ottenuto con una costa di sedano, la carota, la cipolla, lo spicchio d’aglio ed il prezzemolo. Salare, aggiungere il pepe in grani e continuare la cottura. Appena sarà rosolato anche il trito, sfumare con il vino bianco ed una volta evaporato aggiungere la passata. Continuare la cottura regolando la densità del preparato fino a quando la carne risulterà tenera alla prova forchetta. (se si usa la pentola a pressione ci vorrà all’incirca un’ora). Quando la carne sarà cotta dobbiamo preparare la salsa per terminare la preparazione. Privare le coste di sedano dai filamenti con un pelapatate, tagliarle a pezzi e sbollentarle per  3 minuti in acqua bollente. Stemperare il cacao amaro con 2/3 cucchiai di salsa della carne.

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Ora si aggiungono i pinoli ed il sedano appena sbollentato

Terminate queste operazioni aggiungiamo la salsa di cacao già stemperato, l’uvetta precedentemente ammollata in acqua calda, i pinoli ed il sedano sbollentato alla preparazione e continuare la cottura per circa 15 minuti.

Terminata la cottura impiattare e…..

Buon appetito

Proteste dei cacciatori savonesi per il parco eolico del Monte Burot

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Cacciatori savonesiNon capita praticamente mai che cacciatori e ambientalisti vadano d’accordo, dunque le rare occasioni in cui accade devono essere approfondite. Il parco eolico che è stato progettato al confine tra i comuni di Quiliano e Altare (in provincia di Savona) verrà interessato da un ingrandimento. Come riferito dalla Stampa, si tratta del progetto relativo al Monte Burot, una idea di cui si cui conoscono pochi dettagli ma che ha accomunato WWF e cacciatori locali nelle proteste.

Perchè non piace questo parco? Il sindaco di Altare, Davide Berruti, ha deciso di valutare tutto con cautela, sottolineando come ci siano in realtà i progetti di due società distinte. Il parco è stato anche definito “fattoria eolica”, la più grande della Liguria. La zona scelta è boscosa e punto di partenza della caccia di selezione al cinghiale per quel che riguarda l’Ambito Territoriale di Caccia savonese.

Il progetto precede tre aerogeneratori di grandi dimensioni con potenza nominale pari a due megawatt. Altri due aerogeneratori saranno installati nella parte settentrionale. I dubbi e le perplessità hanno riguardato da subito le misure da adottare per la fauna selvatica e i volatili, ragione per cui sono stati disposti alcuni monitoraggi. Gli ambientalisti temono per la salute degli animali del Monte Burot, i cacciatori sarebbero privati di una zona boscosa molto ambita dal punto di vista venatorio. Del parco eolico si parla già danni e c’è l’impressione che la discussione continuerà ancora.

Beccaccia: l’emozione nella caccia..

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Beccaccia in volo - Solopax Rusticola
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Splendido cane da caccia durante una battuta di caccia alla beccaccia

Migrazione
Nel cinquecento il naturalista Belon già parlava di lei nei suoi libri, raccontando di cacciatori coperti di mantello spesso con scopo mimetico che la cacciavano con un laccio. Un’impresa piuttosto ardua ci vien da pensare. Il segreto era di andar alla ricerca di beccacce quando queste giungevano con maggiore intensità e dunque fra i segni zodiacali dello scorpione (tra il 23 ottobre e il 22 novembre) e il sagittario (tra il 23 novembre e il 21 dicembre), meglio se le giornate sono accompagnate da pesanti piogge. E’ proprio allora che, secondo il naturalista francese, arrivano le beccacce, per nascondersi dentro boschi umidi, silenziosi e impenetrabili.  Oggi abbiamo informazioni più dettagliate, ma forse meno affascinanti. Sappiamo ad esempio che la velocità di volo della beccaccia non supera mai i 60 km orari, a patto che non abbia il vento a favore. Sappiamo anche che mediamente per notte la beccaccia riesce a coprire circa 300 km ed è in grado di rimanere, in volo, tra le 6 e le 8 ore.
Ci è noto inoltre che la migrazione da nord est segue comunemente la direttrice sud ovest con le dovute eccezioni. Pare ad esempio che i volatili residenti nelle aree scandinave amino spostarsi verso le isole britanniche o meglio ancora verso il nord della Francia.

Insomma sugli spostamenti di questi uccelli spettacolari abbiamo parecchie informazioni, tutte ben documentate, tutte conservate in meravigliosi libri, eppure una cosa sono le convinzioni date dalla lettura, altra cosa sono quelle regalate dall’esperienza. Si tratta di convinzioni che spesso diventano certezze: la beccaccia poi si divertirà a metterle in discussione, perché quando si parla di questo volatile niente è sicuro.

Beccaccia in volo - Solopax Rusticola
Beccaccia in volo – Solopax Rusticola

L’incontro
Il momento dell’incontro, lo sanno bene i cacciatori, è importante. Certo può essere causale, ma solo le beccacce che arrivano puntuali all’appuntamento sono quelle che si ricordano, quelle che ci fanno emozionare. Studiare la sua natura, scovare il posto giusto, presentarsi all’appuntamento e trovare lì anche lei non ha prezzo. D’altronde scovare il posto giusto non è mica facile. Alcuni specialisti della beccaccia sono convinti che lei sappia con precisione, prima ancora di arrivare sul luogo, dove trascorrerà l’intera giornata. Non si tratta di capriccio: la scelta è motivata dalla stagione, dal vento, dalla qualità del terreno, per dirla difficile la scelta è dettata soprattutto dal fotoperiodo. Il concetto di fotoperiodo, per chi non lo sapesse, fa riferimento alla durata delle ore di luce diurne, all’intensità delle radiazioni, e viene influenzato dal ritmo stagionale, dalla latitudine, dall’influenza delle piante etc.
Quindi l’incontro è scontato se si conoscono tutti questi dettagli? Assolutamente no! Le variabili sono tantissime tanto che l’incertezza dell’incontro è sempre garantita, e per fortuna!

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Setter inglese impegnato in un riporto di una beccaccia durante una battuta tra i boschi

Cane e fucile
Il cane da beccaccia deve saper fare tutto, o quasi tutto. Cerca, trova, attende il cacciatore e deve farlo con grande precisione. Per questo sono ben adatti a questa missione i cani da ferma. In tale arte il cane deve essere necessariamente uno specialista. D’altronde dare la caccia alle beccacce non è mica facile: non solo il volatile si sottrae con eleganza a molti agguati, più di ala che di piedi, ma di mezzo ci si mette anche il vento, il clima e l’ambiente esterno e la vegetazione. Il fucile ideale? A canne corte, poco strozzato meglio se utilizzato con pallini n.8 in prima canna e 7 nell’altra. Per il resto seguite l’istinto: la caccia alla beccaccia è un’esperienza unica, un’emozione irripetibile.

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Report di una bellissima giornata di caccia alla beccaccia

Passo migratorio, movimento interessante di balie nere e beccafichi

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Balie nere e beccafichi

Balie nere e beccafichiL’ANUUMigratoristi ha aggiornato le sue note settimanali sul passo. Come riferito stavolta dall’associazione, ci sono lenti ma progressivi movimenti, tanto è vero che nelle giornate del 24 e 25 agosto scorsi si è registrata una buona migrazione con temperature superiori alla norma per il periodo stagionale. L’ANUU ha voluto sottolineare soprattutto degli interessanti ritorni, vale a dire quelli del beccafico, del luì grosso e delle cannaiole.

Allo stesso tempo, le balie nere si sono caratterizzate per una presenza costante e in senso ascendente sul territorio, soprattutto nel corso della giornata del 26 agosto (dunque appena tre giorni fa). Va poi rimarcate anche delle assenze, quelle dei prispoloni e dei pigliamosche. Al contrario, i codirossi si sono messi in mostra in maniera costante, tenuto conto del fatto che negli ultimi anni non si erano visti.

L’associazione ha spiegato come siano naturali queste alternanze di anno in anno e in relazione alla presenza sul territorio (con varie diversificazioni da zona a zona). Le ultime notizie dal passo migratorio si limitano a questi dettagli, il comunicato dell’ANUU si conclude con la necessità di rivolgere l’attenzione in questo momento al cambiamento di condizioni meteorologiche che ci sarà a partire dai primi giorni di settembre.

A Usseglio (TO) la prima Festa del Cacciatore Piemontese il 14 settembre

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caccia in collina Toscana
Cacciatori dopo una battuta di caccia al fagiano tra le colline toscane al rientro verso il campo base soddisfatti per il ricco carniere.

Festa del Cacciatore PiemonteseUsseglio, piccolo borgo alpino in provincia di Torino, è la località scelta per la prima edizione della Festa del Cacciatore Piemontese, evento organizzato dalla sezione regionale della Federazione Italiana della Caccia. L’appuntamento è il calendario per il prossimo 18 settembre, dunque mancano esattamente tre settimane. Che cosa è previsto nel programma ufficiale?

Alle 10:30 ci sarà il ritrovo presso la Sala Polivalente del Comune, mentre mezz’ora dopo si procederà con la presentazione e l’inizio ufficiale dei lavori. Alle 11:15, invece, verrà presentata la relazione dal titolo “Gestione faunistica: una sfida impossibile?”, curata da Ezio Ferroglio, professore del Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università di Torino. Alle 12, poi, sarà la volta della videoproiezione del filmato “Emozioni dalle Montagne del Piemonte”, lavoro curato da Vincenzo Decarolis, coordinatore regionale di Ekoclub.

Alle 12:30 sarà inaugurato il giardino che ospita il monumento dedicato al cacciatore di montagna (a Via XXIV Maggio). Seguirà un interessante pranzo presso l’Albergo Ristorante Furnasa a un prezzo di 25 euro a persona (il numero di posti è limitato): ci saranno premi offerti dalla stessa Federcaccia, CAT04 e altri sponsor con sorteggi tra i presenti.

Mobilità venatoria, FIDC Umbria critica la scelta della Toscana sui cacciatori extraregionali

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miratoria - tordo bottaccio

Mobilità venatoriaL’Ufficio Stampa della sezione regionale dell’Umbria della Federazione Italiana della Caccia ha deciso di commentare la decisione dell’ultim’ora della Toscana. L’ordine del giorno della Regione è infatti rappresentato da una delibera che richiederà il pagamento da 150 euro da parte dei cacciatori che provengono da altre regioni. Si sta parlando di quelle persone che avranno voglia di usufruire delle 20 giornate che sono state messe a disposizione per quel che riguarda la mobilità venatoria alla selvaggina migratoria.

La posizione di FIDC Umbria è molto netta e l’associazione ha stigmatizzato senza mezzi termini l’atteggiamento della Regione Toscana, visto che “lede un diritto sancito dalla Legge Quadro nazionale 157 del 1992”. Ecco perchè nella nota ufficiale si chiede espressamente l’intervento della Regione Umbria per trovare in tempi rapidi una soluzione a questo problema. Allo stesso tempo è stata annunciata da subito una forte iniziativa della sezione federale, che verrà promossa insieme alle altre associazioni venatorie presenti nel territorio.

In Francia il Festival Internazionale delle Trombe da Caccia il 3 e 4 settembre

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Festival Internazionale delle Trombe da Caccia

Festival Internazionale delle Trombe da CacciaIl 3 e 4 settembre prossimi la città francese di Lamotte-Beuvron (non lontana da Orlèans) ospiterà il Festival Internazionale delle Trombe da Caccia, un appuntamento destinato ad attirare visitatori da tutto il mondo. L’evento in questione è organizzato dalla FITF (Fédération Internationale des Trompes de France) ed è aperto a tutte le società che avranno aderito.

Un singolo suonatore potrà partecipare al Festival con due gruppi differenti, a patto che questa circostanza venga segnalata al momento dell’iscrizione. Ogni società dovrà essere composta da un numero minimo di sei suonatori che si presenteranno in tenuta venatoria.

Le prove sono sostanzialmente due, cioè quella di selezione (sabato 3 settembre) e la finale (domenica 4 settembre). La selezione è prevista alle 15 con le varie società che verranno giudicate su una specifica fanfara. La finale, al contrario, si baserà sul giudizio relativo a tre diverse fanfare (due di fantasia e una venatoria). Al termine delle prove si conoscerà il gruppo vincitore

A Cisano di Bardolino (VR) torna la Sagra dei Osei dall’8 al 12 settembre

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Sagra dei Osei

Sagra dei OseiCisano, frazione del comune di Bardolino (in provincia di Verona), è pronta ad accogliere una manifestazione fieristica che si svolge da tantissimo tempo l’8 settembre. Si sta parlando della Sagra dei Osei, un evento di origine ignota ma che è ben radicato in questa piccola località del Veneto. L’edizione 2016 prevede, come avvenuto negli ultimi anni, stand gastronomici con rinomati piatti locali, come ad esempio le quaglie con la polenta, la trippa in brodo oppure alla parmigiana e carni di diverso tipo.

Inoltre, gli appuntamenti correlati sono tantissimi, visto che la sagra durerà fino al prossimo 12 settembre. Nei cinque giorni in calendario, infatti, ci saranno gare di chioccolo e gare tra le migliori primavere di merlo, tordo bottaccio, tordo sassello, allodola, fringuello, tordina, cardellino e fanello. Non mancheranno neanche le mostre fotografiche, quelle di trofei di ungulati e quelle di attrezzature venatorie.

Inizialmente questa sagra si svolgeva a due chilometri da Cisano ed era in grado di richiamare sul Lago di Garda un pubblico molto folto di appassionati per acquistare e scambiare uccelli da richiamo, utensili agricoli e animali da cortile. Ogni serata sarà impreziosita da musica dal vivo e il 12 settembre è previsto uno spettacolo pirotecnico per concludere tutto in bellezza.

A Sondrio integrato il calendario 2016-2017 con la caccia di selezione al cinghiale

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Caccia di selezione al cinghialeCome riferito da Laprovinciadilecco.it, la Provincia di Sondrio ha approvato un provvedimento per integrare il calendario venatorio 2016-2017 con la caccia di selezione al cinghiale. Questo controllo selettivo sarà più selettivo a causa della presenza e della collaborazione attiva di tutti i cacciatori di ungulati della zona. Come spiegato da Christian Borromini, vicepresidente della Provincia, assessore provinciale e numero uno della della Comunità Montana di Morbegno, l’obiettivo è quello di rendere l’azione maggiormente efficace, sfruttando l’impegno di operatori che sono qualificati al prelievo venatorio di questi animali.

L’attività è stata definita espressamente un “intervento di pubblica utilità”, con i cacciatori di ungulati che saranno obbligati a rispettare le norme generali in vigore per quel che riguarda la materia faunistica. La Provincia di Sondrio si è resa conto che i cinghiali non sono stati eradicati come ci si sarebbe potuti aspettare, nonostante nel 2015 ci siano stati 300 abbattimenti.

Gli esemplari sono anzi aumentati e la lotta alla proliferazione deve essere di conseguenza migliorata. L’invito può essere raccolto dai cacciatori di selezione agli ungulati che non sono stati sanzionati negli ultimi cinque anni e senza procedimenti in corso in ambito venatorio.