Arci Caccia Toscana replica alle accuse degli animalisti sul progetto scuole di Grosseto

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Arci Caccia - Conoscere la fauna delle nostre campagneArci Caccia Toscana e la sezione provinciale di Grosseto in un comunicato congiunto comitato replicano alle accuse degli animalisti sull’iniziativa “Conoscere la fauna delle nostre campagne”.

Comunicato congiunto del Comitato Regionale Arci Caccia e Federazione Provinciale di Grosseto; secca replica di Fabio Lupi e Claudio Sozzi, rispettivamente Presidente Arci Caccia Toscana Arci Caccia Provinciale di Grosseto. Il comunicato della L.A.V. che critica aspramente l’iniziativa “conoscere la fauna delle nostre campagne” che la Federazione Provinciale dell’Arci Caccia di Grosseto, in collaborazione con il Comitato Regionale Toscano, ha condiviso con l’Istituto scolastico “Giovanni Pascoli” di Gavorrano-Scarlino è, esso sì, fortemente violento e completamente destituito di ogni elemento di conoscenza.

Sarebbe bastato che i dirigenti di quella Associazione si fossero rivolti direttamente a coloro che hanno potuto assistere a questo progetto didattico (studenti, insegnanti, genitori e dirigenti scolastici) per apprendere da loro come questa iniziativa sia stata tutto fuorchè violenta. Ciò che provoca sconcerto è il grado di fondamentalismo che permea questa loro presa di posizione, intrisa di verità precostituite che nulla hanno a che spartire con la reale conoscenza della materia e che indicano, in modo inequivocabile, come il furore ideologico compensi una totale e disarmante ignoranza per quanto concerne la vita degli animali e l’attività venatoria.

L’Arci Caccia non ha mai inteso organizzare questi corsi con l’intento di intercettare nuovi adepti per l’attività venatoria, quanto piuttosto per far conoscere alle giovani generazioni aspetti fondamentali della realtà che li circonda che una cultura “disneyana”, urbanizzata e consumistica ha completamento rimosso dalla vita quotidiana. La L.A.V. cavalca ad arte questa palese verità per “lisciare il pelo” a sentimenti ipocriti e moralistici, pensando di promuovere i buoni sentimenti umanizzando la fauna. Questa operazione è una sciocchezza sotto tutti gli aspetti, a cominciare da quello filosofico per terminare con quello tecnico-scientifico.

Non vogliamo scomodare le nostre conoscenze scientifiche per far sapere all’opinione pubblica quanto sia grande il patrimonio culturale dei cacciatori, costruito con lo studio, l’esperienza, la passione e sporcandosi di fango gli scarponi, bensì respingere con tutte le forze che abbiamo a disposizione il tentativo di rappresentare il mondo come se fosse diviso a metà: quello dei “buoni” che amano gli animali e rispettano la natura (ovviamente popolato da tutti quelli che la pensano come la L.A.V.) e quello dei “cattivi”, che per diletto e disprezzo della vita sono distruttori di fauna ed ambiente. Questa caricatura, più che falsa, è semplicemente ridicola!

Vogliamo anche ricordare al Sig. Bottinelli che la caccia è un’attività assolutamente legittima e regolamentata da severe e rigide disposizioni di Legge. Dipingerci come promulgatori di un’attività violenta è oltremodo irrispettoso dell’ordinamento giuridico di questo Paese. Pensiamo, infine, di consigliare al Coordinatore della L.A.V. grossetana la lettura di qualche buon autore che potrebbe facilitargli a ritrovare un po’di serenità perduta: Hemingway, Rigoni Stern, Maupassant ed altri grandi scrittori che hanno parlato mirabilmente di caccia gli consentirebbe di aprire la mente verso altri orizzonti.

Chiediamo altresì a tutti i cittadini, singolarmente o in forma organizzata (partiti, associazioni, sindacati, organizzazioni di categoria), di esprimere un cenno di solidarietà nei confronti della Dirigente Scolastica interessata dal caso e verso i dirigenti locali dell’Arci Caccia, interessati dal progetto, in quanto, prima di ogni altra cosa, persone oneste e perbene che svolgono la propria attività con disinteresse e assolutamente estranei a qualunque cultura portatrice di violenza.

Di seguito riportiamo il comunicato e le dichiarazioni della Lega antivivisezione e di altre sigle animaliste anticaccia contro il progetto scolastico di Arci Caccia per portare la conoscenza della fauna italiana ed il rispetto per l’ambiente nelle scuole italiane in quanto a dire degli animalisti “È inaccettabile che i cacciatori vengano considerati ambientalisti”:


La Lega antivivisezione della provincia di Grosseto si schiera contro la caccia che entra nelle scuole. L’istituto “Giovanni Pascoli”, di Gavorrano-Scarlino, ha recentemente coinvolto i propri studenti in un incontro con Arci Caccia nell’ambito di una collaborazione che sembra prosegua da anni raggiungendo centinaia di giovanissimi.
Proprio a questo proposito la Lav, che con l’Ufficio scolastico regionale ha un protocollo d’intesa in atto per la promozione di un’educazione a un comportamento non violento e al rispetto degli animali, ha scritto alla dirigente Assunta Astorino e per conoscenza anche ad Angela Palamone, direttore generale Usr Toscana e a Elisa Amato Nicosia, dirigente dell’ambito territoriale scolastico della Provincia di Grosseto.
“Purtroppo – sono le parole di Giacomo bettinelli, responsabile Lav Grosseto e membro del settore nazionale Educazione lav – la pratica della caccia, ben lontana dalla tutela dell’ambiente, è un’attività violenta e crudele. L’indagine Eurispes 2013 – prosegue la nota – ci spiega che diminuisce l’opinione favolrevole degli italiani sulla caccia (dal 21,4% del 2012 si è passati al 19,9% del 2013), attualmente considerata in maniera negativa nell’80,1% del casi. L’istituto Pascoli si mette quindi dalla parte di quel 20% più o meno che ancora considera fonte di legittimo divertimento lo sparare ad animali indifesi”.
La Lav cita anche la costante diminuzione del numero di cacciatori riportata dal Piano Faunistico Venatorio Provinciale: “L’analisi dei tesserini venatori rilasciati dai singoli comuni nel corso degli ultimi 5 anni – prosegue Bettinelli nella sua nota – conferma come prosegua il decremento del numero totale dei cacciatori residenti in provincia di Grosseto. Questo calo che nel corso del quinquennio precedente si attestava intorno al 4% nel periodo 2005/2006 – 2011/2012 è di circa il 10%”. Un aspetto grave della caccia da sempre ribadito dalla Lav, oltre alla strage di animali, sono poi le vittime umane. In base ai dati resi noti dall’associazione vittime della caccia, nella sola stagione 2012-2013 ci sono stati in Italia 21 morti e 97 feriti durante battute di caccia (escludendo gli incidenti non riconucibili all’uso delle armi). Più in particolare, in Toscana il dato è di un morto e 14 feriti, tra i quali anche minori. In provincia di Grosseto si sono contati 3 feriti. Tutto in soli 62 giorni effettivi di caccia. L’invito della Lav alla dirigente è ad una “matura rifelssione in questo senso” per “metter fine ad un qualcosa che non va certamente nella diresione nella quale un istituto scolastico dovrebbe muoversi”.

“È inaccettabile che i cacciatori vengano considerati ambientalisti”, È dura la presa di posizione del Gruppo Antispecisti di Grosseto “Dal 2004, l’Arci caccia entra nelle scuole primarie, coinvolgendo centinaia di bambini, con un progetto di educazione ambientale volto a far conoscere gli animali e soprattutto il ruolo del cacciatore – affermano in una nota Mauro Leuci, Maurizio Paganelli, Daniela Malpezzi, Maria Cristina Pompa.
Troviamo questa iniziativa contraria alla funzione scolastica che invece dovrebbe educare alla non violenza e al rispetto dei più deboli. Come possono i cacciatori parlare di protezione ambientale e tutela degli animali? I fucili che utilizzano nel loro “sport” per quale scopo vengono utilizzati? Forse per zappare la terra? No, i fucili vengono utilizzati per sparare e uccidere esseri indifesi ed è inaccettabile che vengano considerati ambientalisti”.
“Troviamo questa iniziativa contraria al buon senso e assolutamente diseducativa – proseguono dal Gruppo Antispecista. Infatti il cacciatore con l’uso delle armi provoca la morte e il ferimento di milioni di animali. Basta visitare un Centro di Recupero della Fauna Selvatica, per rendersi conto di quanti animali protetti e non, vengono soccorsi da semplici cittadini e curati nei centri di recupero, dopo essere stati feriti dai cacciatori. Inoltre basta visitare il sito dell’Associazione Vittime della Caccia per leggere i dati delle centinaia di vittime umane, che ogni anno formano questo triste elenco di feriti e morti causati dalla caccia. Non crediamo nel ruolo del cacciatore che pulisce i boschi e cura i sentieri. Anzi, il cacciatore è il responsabile dell’inquinamento da piombo (tossico e pericoloso) contenuto nelle cartucce e che viene disperso nell’ambiente e nei campi coltivati, con il rischio di finire negli alimenti e quindi nelle nostre tavole. Come possono i Partiti (PD e Comunisti Italiani) continuare a difendere le lobby venatorie? Provino a chiedersi perché la loro “vecchia” politica sia stata così duramente colpita nelle passate votazioni”.
“Crediamo che il ruolo di educazione ambientale debba essere svolto da persone rispettose dell’ambiente e degli animali che lo popolano e non possa, in nessun caso, essere svolto dalle associazioni venatorie – continuano – . Sospettiamo inoltre che queste iniziative dell’Arci caccia abbiano come scopo ultimo quello di incrementare il numero dei futuri cacciatori. Pertanto invitiamo le autorità competenti a interrompere qualunque forma di collaborazione con il mondo venatorio e le loro associazioni”.

( 15 marzo 2013 )

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