Viaggio di Caccia negli Stati Uniti..

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Viaggi di Caccia – Stati Uniti: terra sconfinata dalle tante possibilità…venatorie.

Gli Stati Uniti hanno da sempre incarnato un sogno. Quel sogno era il desiderio di realizzazione di milioni di persone in termini di lavoro e certezze. Ma gli USA offrono anche sogni…in ambito venatorio. Sconfinati paesaggi e abbondanza di selvaggina sono solo un assaggio di quel che si potrebbe riscontrare nel nuovo mondo.

Il continente americano, in confronto all’Europa, è scarsamente popolato. Sono infatti presenti sconfinati ettari di territorio ancora selvaggio o quasi selvaggio, che offrono la possibilità al cacciatore di confrontarsi con una natura meravigliosa e sorprendente. Alcuni stati degli USA come il Montana, il Wyoming, l’Idaho e, naturalmente l’Alaska, sono immensi.

Lo stesso si può dire del Canada, altrettanto vastissimo. Milioni di animali appartenenti a diverse e numerose specie vivono in queste aree sconfinate. si potranno ammirare stormi di oche e anatre che solcano il cielo durante il periodo delle migrazioni.

Secondo alcuni che hanno viaggiato negli Stati Uniti a scopo venatorio, è l’America il paradiso della caccia. In particolare, è l’Alaska a riscuotere i maggiori successi in termini di visite, anche se le attività venatorie risultano essere particolarmente costose per via di molti fattori.

Prima di tutto gli spostamenti. In alcuni casi è indispensabile l’affitto dell’aereo o della barca per recarsi a caccia nelle zone più popolate di selvaggina. L’attrezzatura come tende, sacchi a pelo, abbigliamento specializzato, armi e accessori vari sono altrettanto dispendiosi. Altra cosa che influisce sul prezzo, è l’obbligo di assumere una guida professionale per certe cacce ai non residenti.

D’altronde in uno stato così vasto e selvaggio occorre essere accompagnati da chi conosce bene il territorio e la fauna soprattutto, che in alcuni casi potrebbe risultare pericolosa o difficile da trovare. Inoltre, molto spesso si deve far ricorso a veicoli specializzati per raggiungere le zone ad alta densità di selvaggina: il “four-wheelers” o piccoli mezzi anfibi con ruote o cingoli, sono infatti in grado di attraversare fiumi e paludi e di trasportare centinaia di chili di carne d’alce o di caribou.

In altri Stati degli Usa, invece, è necessario spendere sia molto tempo che denaro per arrivare nelle zone di montagna più frequentate da cervi, pecore selvatiche, orsi o altri tipi di animali. In molti casi si ricorre al cavallo come mezzo di locomozione. La nota dolente è che sia i cavalli che le guide sono piuttosto dispendiosi.

A parte le zone off-limits per la caccia, per le quali occorrono licenze costosissime per entrarci e cacciare, ci sono zone dove  il cervo si è adattato a vivere come quelle agricole, in prossimità di campi coltivati circondati da zone di macchia o di foresta dove essi possono nascondersi. Queste zone contengono anche altri tipi di selvaggina: antilocapre, lepri, conigli, fagiani, starne, anatre e oche, tortore.

Per accedere a suddette zone sono presenti strade asfaltate o di terra battuta e ghiaia, che agevolano l’ingresso ai cacciatori. Negli stati meno abitati degli USA è ancora relativamente facile ottenere il consenso degli agricoltori di andare a caccia sui loro fondi. E’ usanza, al fine di sfruttare la possibilità di cacciare in terreni privati, fare amicizia con gli agricoltori già in primavera o in estate, invece di aspettare l’apertura per chiedere permesso. Molti cacciatori americani, per esempio9, si offrono di aiutare il contadino ad aggiustare un recinto, cespugli da tagliare, stalle da verniciare.

Negli stati più popolati l’accesso a terreni privati diventa più problematico. Molti agricoltori tendono ad affittare i loro terreni a gruppi di cacciatori i quali godono dell’uso esclusivo del fondo. Il costo dell’affitto varia a secondo dei tipi e quantità di selvaggina cacciabile in tali fondi. Altri agricoltori invece “vendono”, in senso stretto del termine, l’accesso ai loro terreni a giornata.

In California l’istituzione venatoria più comune è l’ “hunting club”, ossia un gruppo di cacciatori abbienti che affitta o addirittura acquista un fondo, a volte anche molto esteso. In questi terreni, le coltivazioni vengono effettuate non solo per ottenere un raccolto, ma soprattutto per attrarre la selvaggina.

Nel delta del fiume San Joaquin, ad esempio, questi clubs riescono ad procurarsi generalmente l’uso di un’intera isola, nella quale vengono coltivati mais ed altri grani, molto graditi dalle anatre. Alla fine dell’estate, dopo il raccolto, gli argini del fiume vengono aperti ed i campi allagati diventano l’habitat naturale delle anatre ed oche.

In questi campi allagati, in seguito, sono installate botti o capanni di muratura muniti di stufe e poltrone per ospitare in tutta comodità i privilegiati cacciatori.
Per partecipare ad un affitto di determinate zone o aree si arriva a sborsare decine e decine di migliaia di dollari a testa per diventare soci, e quote annuali di cinque o sei milioni all’anno per contribuire alle spese.

Gli Stati Uniti, si sa, è una terra dalle mille possibilità. Per chi avesse la fortuna di potersi permettere certe soluzioni, la battuta di caccia è assicurata, non ci sono dubbi. Per i comuni mortali ci sono comunque opzioni più accessibili per una battuta di caccia.

Nel prossimo viaggio, affronteremo questo aspetto per dare maggiori informazioni a coloro che desiderano compiere un viaggio venatorio negli Stati Uniti.

 

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