lunedì 31 agosto 2015
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Bruno Modugno e l'emergenza cinghiali
Bruno Modugno cacciatore cinghiali
Bruno Modugno durante una battuta di caccia

Questa volta il dito voglio infilarlo nell’occhio di tutti quelli che, di fronte all’emergenza cinghiali, sanno indicare un solo responsabile: il cattivo cacciatore, che negli anni’50 importò dai Balcani e immise nei nostri boschi, a scopo venatorio e di ripopolamento, alcuni esemplari di cinghiali danubiani, grossi di taglia, molto più prolifici dei nostri.

Quindi ce l’ho con i colleghi giornalisti e conduttori televisivi poco informati e seguaci del pensiero unico, dei veterinari che pur di apparire in TV sono disposti a vestire di scienza le più clamorose cazzate. Lo abbiamo appena visto a Uno Mattina dove il nostro Direttore era stato invitato per esporre al pubblico cosa significhi e quanto sia utile all’ambiente e alla fauna selvatica la presenza di 18 mila cacciatori l’anno. Il veterinario che aveva il compito di spiegare i comportamenti deviati dei nostri amici cani e dei maiali rinselvaticiti nei parchi siciliani ha interrotto l’intervento di Cusimano e si è lanciato in una filippica contro i cattivi cacciatori e in difesa del leone asiatico che nessuno caccia! Ma, quel che è peggio, Il conduttore complice, pagato da tutti noi, l’ha lasciato fare.

Ce l’ho con ambientalisti e animalisti che continuano a dar la colpa di tutto ai cacciatori, anche del caldo, degli incendi e dell’inquinamento da piombo, tranne quei pochi illuminati come Wilderness, Federparchi oltre a qualche frangia umanistica di Legambiente, che riconoscono alla buona caccia una funzione riequilibratrice della dinamica delle specie. Ma torniamo all’emergenza cinghiali. È vero, dopo la guerra c’era il deserto. I cinghiali, in quelle poche zone tirreniche e in Calabria dove c’erano sempre stati, erano stati decimati dalla fame della gente, non dai cacciatori. Ecco il perché dei ripopolamenti degli anni ’50. Ma poi l’ambiente, come si sa, plasma le specie: nelle nostre fitte macchie avevano più facile gioco i grugni affusolati dei sopravvisuti cinghiali nostrani, sicché dopo 50 anni non è rimasta traccia dei giganteschi balcanici. Sì, è vero, il nostro cinghiale oggi è un po’ più grosso e fa più figli. Ma non è quella la causa delle disavventure nelle quali sono incorse alcune persone aggredite e ferite dai cinghiali e degli incidenti stradali mortali provocati dai branchi che scorrazzano di notte lungo le strade statali.

Una causa? Una delle tante, ma forse la più inedita: Il periodo di pasciona causato dall’innalzamento della temperatura che ha aumentato le capacità alimentari (ghiande, castagne e altri frutti del bosco) e quindi raddoppiato i parti nell’anno. L’abbandono delle colture e l’aumento delle zone boscate dove sono apparsi altri ospiti vecchi e nuovi come cervi, caprioli, daini e mufloni che, se non controllati da una caccia attenta e selettiva, possono provocare danno non solo al lavoro dell’uomo e pregiudizio alla sicurezza stradale, ma limitare lo sviluppo dei boschi. E più di tutti, i cervi. Che sono stati immessi in tutta Italia dai Forestali di Tarvisio. Anni fa, un intero branco che scorrazzava per i vigneti del Brunello, è stato sterminato per i disastri che combinava. Lì non si trattava di vile granturco, ma di un vino da 40 euro (prezzo base) a bottiglia! Mi stupisco che quella volta non se la siano presa con i cacciatori. Forse perché l’episodio è stato tenuto segreto perché avrebbe creato qualche problema a giornalisti felloni, veterinari vanitosi, animalisti pietosi. Un’altra causa? I parchi, detti anche “la madre del cinghiale”. Lì vivono indisturbati (tranne in quelle aree protette dove è prevista la caccia di selezione). Lì si riproducono e si rifugiano dopo le notturne incursioni nelle colture agricole. Ecco perché vanno in giro a branchi sulle strade nazionali provocando incidenti spesso mortali.

E chi vive dentro un parco? Se li ritrova in casa come aggressivi coabitanti. Io abito a Roma al confine tra il Parco di Veio e il Parco dell’Insugherata. I cinghiali escono nel giardino condominiale e pascolano nei prati dell’Acqua Traversa. Mica di notte, addirittura in pieno giorno bloccando il traffico per via della gente che si ferma all’improvviso per far fotografie col telefonino.

I cacciatori? Che c’entrano? Vi giuro che ce la mettono tutta per risolvere il problema, anche a caccia chiusa, nei parchi e laddove le provincie autorizzano gli abbattimenti selettivi soprattutto a spese delle femmine e delle classi giovani. Ora per la prima volta ho sentito al telegiornale una parola di buonsenso. Il responsabile delle politiche ambientali chiede la collaborazione dei cacciatori per risolvere l’emergenza cinghiali Ma lo sai che ti dico? Ora, dopo tanti anni di accuse e persecuzioni, farei uno sciopero di un paio di anni. Arrangiatevi!

Bruno Modugno

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ANLC - Associazione Nazionale Libera Caccia
ANLC – Associazione Nazionale Libera Caccia

L’Associazione Nazionale Libera Caccia sulla situazione venatoria in Molise, “La Regione adotti un piano venatorio valido”.

Caccia, il presidente regionale dell’Anlc (Associazione Nazionale Libera Caccia) espone i disagi dei cacciatori per la mancata adozione da parte della Regione Molise di un piano faunistico venatorio dal 1998, «circostanza che penalizza pesantemente i cacciatori molisani i quali, ormai da troppi anni, sono loro malgrado costretti ad esercitare l’attività venatoria con modalità ed in archi temporali estremamente svantaggiati».

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Cacciatore in tiro
Cacciatore spara con fucile semiautomatico

Caccia: Sicilia, l’assessore dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea con Decreto n.47 del 7 agosto 2015 ha emanato il calendario venatorio valido per la stagione venatoria 2015/2016.

Il nuovo Calendario Venatorio siciliano prevede l’apertura ufficiale della caccia il 20 settembre ma sono previste alcune giornate di preapertura per particolari specie il 2, 5, 6, 13 e 19 settembre.

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CST - Caccia Sviluppo Territorio
CST - Caccia Sviluppo Territorio
CST – Caccia Sviluppo Territorio

L’associazione venatoria CST, Caccia, Sviluppo e Territorio, scrive alla Regione chiedendo la preapertura della Stagione Venatoria, “In Molise l’apertura della caccia è troppo tardiva”.

Dal delegato nazionale Nicola Molino, in rappresentanza del CTS, arriva una lettera aperta al consigliere regionale e vicepresidente di Palazzo Moffa Cristiano Di Pietro in materia di caccia. Missiva indirizzata per conoscenza anche al presidente della giunta regionale Paolo di Laura Frattura.

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Fagiano - Phasianus colchicus
Fagiano – Phasianus colchicus

Caccia: Pistoia, a breve un incontro con il presidente della Provincia, il consigliere regionale e le parti sociali per discutere dei problemi della caccia.

Nell’ultimo mese sul territorio comunale di Massa Cozzile, in provincia di Pistoia, sono stati immessi in natura 450 fagiani di allevamento e altri 33 esemplari derivanti dal “progetto fagiano”, portato avanti grazie alla volontà e alla passione degli stessi cacciatori, che hanno “liberato” gli animali da loro riprodotti una volta raggiunta l’età adeguata.

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Roccolo cattura per richiami vivi
Roccolo di cattura richiami vivi
Roccolo di cattura

Caccia: Lombardia, l’assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia, Gianni Fava, scrive al ministro Gian Luca Galletti sui Roccoli per la cattura di richiami vivi, “I Cacciatori hanno diritto a risposte”.

I pareri di ISPRA e, in particolar modo, la recente modifica apportata con Legge europea alla legge nazionale sulla caccia (L. 157/92) rischia di mettere la parola fine all’utilizzo dei roccoli per la cattura di richiami vivi da utilizzarsi per la caccia.

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Beretta 486 doppietta parallelo
Beretta 486 Parallelo nelle sue varianti 28, 20 e 12 tre bascule per tre calibri
Beretta 486 doppietta parallelo
Beretta 486 Parallelo nelle sue varianti 28, 20 e 12 tre bascule per tre calibri.

Nel catalogo Beretta la doppietta è sempre stata presente. Con la doppietta doppietta 486 è stata realizzata la doppietta industriale di classe, un’arma innovativa dedicata agli appassionati della caccia e delle armi più belle.

Testo e foto di Saverio Patrizi

Il 486 Parallelo – questo il nome completo – è disponibile in calibro 12, 20 e 28, e si distingue subito dai modelli precedenti per la bascula round body con misura dedicata al calibro. La larghezza ai seni è rispettivamente di 57,5mm per il calibro 12, 51,8mm per il calibro 20 e 50mm per il calibro 20. È disponibile con i calcio all’inglese e astina sottile o con calcio a pistola e asta a coda di castoro, ossia due soluzioni esteticamente e funzionalmente opposte: la prima ingentilisce l’arma, mentre la seconda la rende uno strumento da lavoro con cui poter sparare molte cartucce in rapida successione.

Doppietta Beretta 486 bascula round body
Dettaglio della bascula round body di cui è dotato il fucile parallelo Beretta 486

Altra importante innovazione è nelle canne: come in tutti i fucili Beretta di ultima generazione, anche nel 486 Parallelo sono di tipo Steelium, pertanto con foratura profonda, martellatura a freddo e distensione sottovuoto – procedimenti che conferiscono all’acciaio le caratteristiche ideali per le migliori prestazioni balistiche. Anche l’accoppiamento differisce dal classico Monoblock, che qui è stato sostituito dal sistema Triblock, dove i ramponi insieme ai piani sono ricavati da un unico blocco d’acciaio che viene fissato alle canne con doppia saldatura laser. Ciò comporta canne perfettamente lisce senza linee di giunzione, come sulle migliori doppiette di lusso.

Fucile Beretta 486 parallelo
L’elegante bascula round body

L’elegante bascula arrotondata è in acciaio al nichel-cromo-molibdeno (NiCrMo), sottoposto a cementificazione e tempra, ed è finita in color argento opaco con incisione floreale. Al suo interno la chiusura è la classica duplice tipo Purdey a triplice giro di compasso: garanzia di durata e resistenza nel tempo anche in caso di uso intensivo e prolungato.

Grande attenzione è stata posta nella sicurezza, dotata di monogrillo selettivo con il selettore posto all’interno del cursore della sicura automatica, particolarmente richiesta dal mercato inglese e per i ‘drive’ in tutto il mondo. Inoltre, sempre nell’ottica della prevenzione passiva, il Beretta 486 Parallelo è caratterizzato dalla presenza di una sicura gravitazionale che impedisce lo sparo se il fucile è orientato oltre i 90°, sia verso l’alto sia verso il basso.

Beretta 486 - fucile parallelo
Fucile parallelo Beretta 486

Il 486 Parallelo è anche un fucile ecologico: all’interno dell’asta è posto un pulsante atto a inibire il funzionamento automatico degli estrattori, così da poter effettuare manualmente l’estrazione dei bossoli ed evitarne la dispersione sul terreno.

I calibri disponibili sono il classico 12, con camere di scoppio da 76 mm, canne lunghe 66-71-76 con strozzatori Optima Choke HP o da 71-76 con strozzature fisse; il calibro 20, sempre con camera di scoppio da 76 mm, canne lunghe 66-71-76 con strozzatori OCHP; l’ultimo nato il calibro 28 con camera da70 mm e canne da 71 strozzatori OCHP.

Fucile 486 Beretta - prova sul campo tav
La prova del parallelo Beretta 486 presso il TAV Laterina eseguita dal nostro autore Saverio Patrizi.

Ci sono una infinità di soluzione per andare incontro a diverse tipologie di caccia, doppiette corte per la caccia con il cane da ferma o lunghe per i drive ai fagiani e la caccia da capanno, anche la vasta scelta di calibri ognuno con fucile e bascula dedicata rende il 486 Parallelo il sogno realizzabile del cacciatore appassionato del side-by-side.

fucile doppietta parallelo Beretta 486
Beretta 486 è un fucile parallelo avente estrazione sempre veloce e precisa.

Ho avuto occasione di provare il calibro 28 in occasione della Gold Cup di Elica al TAV Laterina di Arezzo, e sono subito rimasto impressionato dalla velocità d’imbracciata e da rotture “fumate” anche di piattelli molto distanti; trattandosi di un piccolo calibro chiaramente il rinculo è stato quasi impercettibile, con un piacere infinito nell’azione di tiro. È superfluo dire che non ci troviamo di fronte a un fucile da pedana, ma ad un arma che esprime tutta la sua potenzialità durante la caccia, situazione dove la soddisfazione che la doppietta sa dare non è paragonabile a nessun’altra arma.

SCHEDA TECNICABeretta 486 Parallelo

Modello                     486 Parallelo

Calibri                       12/76; 20/76; 28/70

Bascula                     Acciaio con incisioni floreali

Grilletto                    Monogrillo selettivo

Sicura                       Automatica e gravitazionale

Canne                       Steelium, in acciaio trilegato

Lunghezze canne cm      66, 71, 76 (cal. 28, 71 cm)

Chiusura                    Duplice all’inglese

Estrattori                   Ecologici, automatici con selettore per uso manuale

Bindella                     10×5,5 (8×5 per cal. 20 e 28)

Strozzatori a corredo         N.5 strozzatori OCHP o (solo 12) fissa ***/*,****/**

Mirino                       Tondo in alpacca bianco

Calcio e asta              All’inglese in legno di noce, su richiesta a pistola

Asta                           Sottile con sgancio a pompa, su richiesta a coda di castoro

Calciolo                      In legno di noce

Piega calcio                37/59

Peso                          12, Kg 3,2; 20, Kg 2,8; 28, Kg 2,7 (con canna da 71 cm)

Prezzo di listino          Euro 4.010,00 (4.210,00 per cal. 20 e 28)

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Caccia al Cinghiale
Caccia al Cinghiale

Caccia: Chieti, D’Amico di Copagri Abruzzo sullo sciopero dei cinghialai dell’ATC Chietino-Lancianese e Vastese, “E’ inconcepibile! L’esercizio della caccia è una passione e non un lavoro”.

“Nel mentre attendiamo fiduciosi gli esiti della formale istanza avanzata, con carattere di urgenza, all’assessorato regionale alle Politiche Agricole, alla provincia di Chieti ed ai Presidenti degli Ambiti Territoriali di Caccia (Atc) Chietino – Lancianese e Vastese, per trovare una solerte soluzione all’annunciato “sciopero” indetto dai capisquadra teso a non iscriverle per la caccia al cinghiale nella prossima stagione venatoria 2015/2016 ormai d’imminente apertura, raccogliamo la risposta adirata del rappresentante regionale della “Libera Caccia”, Antonio Campitelli, che sollecita i suoi colleghi nell’insistere nell’incomprensibile ed inconcepibile azione intrapresa”.

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Stop Preapertura Campania
Cacciatore

Caccia: preapertura della Stagione Venatoria…e delle polemiche; l’anticipo dell’apertura della caccia come ogni anno crea scontro fra cacciatori e ambientalisti.

Cala il numero di cacciatori in Italia, ma la passione resiste. Nel Belpaese, maglia nera dell’Europa per le infrazioni sull’ambiente, dai rifiuti alla tutela della fauna, fa discutere la decisione dell’apertura della caccia a inizio settembre, prima di quanto raccomandato dall’Ue.

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Cinghiali nel bosco
Cinghiali nel bosco

Caccia e Fauna: Liguria, la Confederazione Italiana Agricoltori in un incontro in Regione su emergenza cinghiali, “La Caccia è l’unica soluzione, non escludere interventi straordinari”. 

Primo faccia a faccia in Regione tra agricoltori e cacciatori sull’emergenza cinghiali. E se da una parte l’assessore Stefano Mai ha lanciato l’avvio di un tavolo tecnico con i soggetti oggi presenti per definire gli interventi di prevenzione, controllo e risarcimento, dall’altra Cia Liguria ha già presentato una serie di proposte concrete su cui discutere.