La Regione Toscana approva il piano di prelievo dei daini

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Piano di prelievo dei dainiLa Regione Toscana ha approvato nei giorni scorsi i piani di prelievo per quel che riguarda il daino in tutte le unità di gestione. La tempistica deve rispettare, come avviene sempre in questi casi, i giorni di silenzio venatorio. Entrando più nel dettaglio del piano, potranno essere abbattuti maschi adulti di daino (palanconi), ma anche sub-adulti (balestroni) e maschi giovani (fusoni) fino al prossimo 20 ottobre e poi ancora dal 1° novembre al 15 marzo del 2017. In relazione alle femmine adulte, sottili e ai piccoli, le date in calendario sono le stesse. Il prelievo si riferisce sia alle aree vocate che a quelle non vocate, nel rispetto della Legge Regionale 10 di quest’anno.

In aggiunta, non bisogna dimenticare che i cacciatori avranno la possibilità di prelevare i daini per cinque giorni ogni settimana, fatta eccezione per i martedì e i venerdì. In attuazione del piano, le uscite venatorie dovranno essere annotate sul tesserino nel periodo che è compreso tra il 25 settembre (dunque da ieri) al 31 gennaio 2017.

Tra l’altro, i titolari degli istituti privati hanno il compito di comunicare all’Ambito Territoriale di Caccia competente i risultati del prelievo relativo al mese precedente entro il secondo giorno di quello in corso. Come avverrà l’attività nelle aree non vocate. Bisogna rispettare quanto previsto dall’articolo 4 della Legge 10 del 2016 (“Gestione venatoria nelle aree non vocate”): i commi di riferimento sono il 5, il 6 e il 9, i quali disciplinano gestione e sicurezza.

Migrazione post-nuziale, ANUU: “Grande presenza del tordo bottaccio”

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Tordo Bottaccio La nuova nota sul passo settimanale è stata intitolata dall’ANUUMigratoristiLa grande presenza del tordo bottaccio“. Il clima degli ultimi giorni è stato definito come perfetto e da manuale ornitologico, nella speranza che possa durare ancora. Presso l’Osservatorio Ornitologico della FEIN di Arosio, in provincia di Como, la presenza principale è stata quella della capinera, accompagnata comunque dal tordo bottaccio, avvistato il 22 e il 25 settembre.

Molti altri volatili, poi, sono stati catturati e inanellati nelle prime ore del mattino. A iniziare in maniera positiva la stagione post-riproduttiva è stato anche il pettirosso, nonostante i numeri inferiori. Bigiarella, beccafico e luì rosso hanno completato il quadro, senza dimenticare la presenza discreta del prispolone e della balia nera. Come si legge nella parte finale della nota dell’ANUU, inoltre, ci sono delle “chicche” per gli amanti delle curiosità ornitologiche.

Nello specifico, sono stati nuovamente catturati a distanza di tempo dopo i precedenti inanellamenti una cinciarella, una cinciallegra, un rampichino, un merlo e un bellissimo allocco (inanellato addirittura sette anni fa, nell’ottobre del 2009). La settimana relativa all’ennesima nota sul passo è quella cominciata lo scorso 19 settembre.

Protesta dei cacciatori a Pescara, polemica per le assenze

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Protesta dei cacciatori a Pescara

Protesta dei cacciatori a PescaraLa protesta di ieri, domenica 25 settembre 2016, dei cacciatori a Pescara contro la sospensione del calendario venatorio 2016-2017 dopo il ricorso del WWF al TAR ha fatto registrare poco più di 400 presenze. Come riferito dall’Eco dell’Alto Molise-Vastese, c’è del rammarico per il bilancio finale della manifestazione, soprattutto perchè l’unica associazione che ha aderito è stata Libera Caccia e gli agricoltori hanno brillato per la loro assenza.

Il presidente di ANLC Abruzzo, Antonio Campitelli, ha parlato di una partecipazione variegata, ma anche di una occasione persa per concretizzare l’unione del mondo venatorio di cui si parla tanto spesso. Erano presenti anche i cacciatori iscritti ad altre associazioni, i quali hanno affermato di aver saputo dell’iniziativa solamente da Facebook. Campitelli ha sottolineato come sia necessario essere più uniti, visto che questa unità d’intenti tanto sbandierata ancora non c’è e non si vede.

Non sono comunque mancati i ringraziamenti, in particolare nei confronti di un gruppo di Italcaccia Pescara, una delegazione del CST Abruzzo, la sezione di Chieti della Società Italiana Pro Segugio (SIPS), la nuova associazione Pro Cinghiale Teate, la presidenza del COSPA Abruzzo e quella dell’Associazione Micologica Tartufai Abruzzesi. Di sicuro le repliche non mancheranno nelle prossime ore.

La Provincia di Oristano non ha soldi per il contenimento dei cormorani

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Contenimento dei cormoraniUna lunga attesa, il parere favorevole dell’ISPRA e un documento stilato con precisione. Ci sarebbe tutto per fare del piano di contenimento dei cormorani ad Oristano un intervento di successo, purtroppo manca un dettaglio fondamentale, il denaro. Come sottolineato in una nota dalla Coldiretti, infatti, la Provincia sarda non è ancora riuscita ad avviare il piano, elaborato in maniera faticosa e atteso per tutelare l’economia locale.

Il documento è stato redatto dalla Regione Sardegna e approvato dall’ISPRA, ma lo stallo attuale non è ovviamente positivo. In particolare, la Provincia di Oristano non è in possesso delle risorse economiche necessarie per concretizzare il contenimento. D’altronde, è necessario organizzare dei corsi e assolvere diverse incombenze. Intanto le segnalazioni dagli stagni sono in aumento e fanno sempre riferimento a un numero crescente di cormorani. Secondo Coldiretti la situazione è inaccettabile.

Per gli agricoltori oristanesi, non bisogna lasciare isolato l’ente locale, garantendo sempre il supporto tecnico e finanziario della Regione. I cormorani sono aumentati dell’80% rispetto alle normali presenze e i danni sono stati stimati attorno ai 2,5 milioni di euro. Coldiretti Oristano ha infine auspicato un incontro immediato tra Regione, Provincia e associazioni di categoria, in modo che il piano possa partire già a ottobre.

In Liguria si può ancora cacciare con i vecchi tesserini

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Tesserino Venatorio 3.0 del Veneto a lettura ottica

Vecchi tesseriniLa stagione venatoria 2016-2017 è iniziata anche in Liguria, ma è rimasto qualcosa che è legato al “passato”. Come riferito infatti dal Secolo XIX, per cacciare nella regione settentrionale sono ancora validi i vecchi tesserini, una opportunità resa possibile da una deroga votata qualche giorno fa attraverso un’apposita legge (si tratta di una deroga dopo la proposta di un emendamento). C’è stata una corsa contro il tempo per evitare disguidi e disagi.

Il documento verrà accettato, ma allo stesso tempo i cacciatori liguri che sono abituati ad esercitare l’attività anche fuori dal confine dovranno avere un tesserino nuovo per segnare tutte le catture. In caso contrario si rischierà addirittura il processo penale. L’Ambito Territoriale di Caccia Genova 2 Levante ha messo a disposizione questo tesserino sul proprio sito web in modo da scaricarlo facilmente.

Le differenze tra vecchio e nuovo documento sono diverse. Ad esempio, la compilazione non è la stessa e se prima bisognava segnare i numeri delle prede al termine della giornata di caccia, adesso ogni capo va annotato di volta in volta dopo l’abbattimento. La grandezza delle caselle è diminuita ed è probabile che i controlli dei guardiacaccia avvengano durante la giornata, non alla fine come avvenuto finora.

Ad Arezzo un corso per essere abilitati come conduttori di cane limiere

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L'amico Moreno, conduttore di cane limiere con la sua dachsbracke Asia

Conduttori di cane limiereLa sezione provinciale di Arezzo dell’associazione Enalcaccia ha organizzato un corso per il rilascio dell’abilitazione di conduttore di cane limiere. Si è deciso di programmare le lezioni nell’arco di due giornate che cadono entrambe di sabato, vale a dire i prossimi 8 e 15 ottobre. Per quel che riguarda il luogo, invece, il corso si terrà presso i locali del campo sportivo di Viciomaggio, frazione del comune di Civitella in Val di Chiana (in provincia di Arezzo per l’appunto).

L’orario sarà sempre lo stesso , cioè dalle 14:30 alle 19 e al termine della seconda giornata ci sarà la prova per il rilascio dell’abilitazione. Chiunque sia interessato a partecipare ha tempo fino al 4 ottobre: è possibile rivolgersi direttamente a Enalcaccia Arezzo, il cui indirizzo è Via Vittorio Veneto 224. Il numero di telefono da contattare è 0575295666, mentre l’indirizzo di posta elettronica a cui inviare la mail è enalcacciarezzo@libero.it.

Come è noto, il cane limiere è un segugio che lavora sulla traccia fredda fino a stanare il selvatico. Di solito nel nostro paese l’impiego di questo animale in ambito venatorio è limitato alla verifica della freschezza o meno delle tracce, oltre al controllo della vicinanza degli animali (ungulati in primis) alle rimesse. Tra le razze maggiormente impiegate ci sono quelle a “gamba corta”.

Friuli, la LAV si oppone alla delibera regionale sui richiami vivi

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Caccia con i richiami vivi

Richiami viviLa sezione regionale del Friuli Venezia Giulia della LAV (Lega Anti Vivisezione) ha definito come “ennesimo sconcertante regalo al mondo venatorio” quanto deciso dalla Regione ad agosto. Dopo l’autorizzazione all’abbattimento delle nutrie e l’utilizzo di gabbie che vengono considerate di dimensioni inferiori rispetto a quanto previsto dalla legge, stavolta l’associazione se l’è presa con una delibera che diventerà effettiva a ottobre.

Due impianti di cattura, quello di Porcia e quello di Tricesimo, potranno catturare merli, cesene e tordi attraverso l’utilizzo di reti, in modo da potenziare gli allevamenti destinati alla riproduzione di richiami vivi. Gli allevamenti friulani non soddisfano la richiesta del mondo venatorio locale e quindi è stato necessario introdurre questa deroga. Secondo la LAV, sta per delinearsi un quadro desolante.

Nella nota ufficiale della Lega è stato sottolineato come l’atto regionale sia in contrasto con la Direttiva Uccelli e la legge nazionale sulla tutela della fauna selvatica. Inoltre, si è parlato anche di un “tentativo surrettizio di reintrodurre l’uccellagione vietata“. Guido Iemmi, referente della LAV friulana, ha poi aggiunto: “La nostra Regione sembra molto più impegnata a rispondere positivamente e con solerzia a ogni richiesta del mondo venatorio“. L’associazione si è detta pronta a segnalare il caso alla Commissione Europea.

 

Valle d’Aosta, nessun candidato per la presidenza del Comitato Caccia

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Valle d'AostaC’era grande attesa nel mondo venatorio valdostano per la nuova guida del Comitato Caccia, ma per il momento la situazione è ancora bloccata. In effetti, come riferito da Aosta Sera, è appena scaduto il termine per presentare la candidatura alle nuove elezioni e nessuna persona si è proposta come guida dell’organismo regionale. A questo punto il voto, in programma per domenica 30 ottobre, è in forte dubbio, come appare evidente dal fatto che non esistono candidati alla presidenza.

La gestione è rimasta nelle mani di Paolo Oreiller, finora commissario straordinario su incarico della Giunta Regionale. Tra l’altro, mancano disponibilità persino per alcune circoscrizioni locali, come ad esempio la prima, la seconda, la terza, la sesta e la settima. Ci sono poi dei nomi per quel che riguarda i rappresentanti dei cacciatori di galliformi e lepri.

La gestione straordinaria di Oreiller dura ormai da tre mesi dopo l’addio di Jean-Claude Soro e dei presidenti delle circoscrizioni. La votazione di ottobre dovrebbe risolvere il vuoto che si è venuto a creare, anche se il condizionale resta d’obbligo. Non è esclusa una ulteriore proroga dei termini per permettere una presentazione all’ultimo minuto dei candidati.

Difesa del suolo, Federcaccia e Arci Caccia aderiscono a “People4Soil!”

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Difesa del suolo

Difesa del suoloLa Federazione Italiana della Caccia e Arci Caccia hanno deciso di aderire all’iniziativa “People4Soil!” per promuovere il suolo come bene prezioso. Al progetto hanno preso parte più di 300 organizzazioni di tutto il continente europeo: si tratta di una rete di enti venatori, agricoli, ambientalisti, ma anche di ordini professionali e non solo, tutti con un fine comune, appunto il suolo. Il suolo dà la garanzia della sicurezza alimentare, oltre alla conservazione della biodiversità e la regolazione dei cambiamenti del clima.

Un ruolo del genere, però, non viene protetto da nessun tipo di legge. Per questo motivo è nata l’iniziativa europea con l’obiettivo di raccogliere almeno un milione di firme e reclamare il diritto. Si punta a far diventare il suolo un patrimonio comune che merita una tutela a livello comunitario per i benefici che riesce ad apportare.

La raccolta di firme è cominciata due giorni fa, giovedì 22 settembre 2016, presso il Salone del Gusto di Torino e durerà un anno visto che terminerà nel settembre del 2017. Il mondo venatorio vuole dare il suo contributo con queste illustre adesioni, in particolare mettendo a disposizione le proprie strutture territoriali: l’intenzione è quella di dimostrare quanto concreto sia l’impegno dei cacciatori quando si tratta di tutelare gli interessi nazionali e internazionali.

Al via la caccia in Piemonte, poca selvaggina a causa della siccità

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Cacciatore piemontese

Caccia in PiemonteMancano pochissime ore all’inizio ufficiale della stagione venatoria 2016-2017 in Piemonte. La giornata di domani, domenica 25 settembre 2016, è quella di apertura della caccia in base a quanto previsto dal calendario regionale, mentre la conclusione è prevista per il 7 dicembre in relazione a lepre comune, minilepre e coniglio selvatico. Come riferito da Il Secolo XIX, c’è già un dato di fatto con cui bisogna fare i conti. I cacciatori impegnati saranno circa cinquemila, ma la selvaggina a disposizione sarà scarsa a causa della siccità estiva che non è sparita in questi primi giorni di autunno.

Le date sono differenti a seconda delle specie cacciabili. Ad esempio, il fagiano potrà essere prelevato fino al 30 novembre, giorno prorogabile fino al 31 dicembre, mentre il periodo tra il 2 ottobre e il 30 novembre è quello previsto per starne e pernici rosse. Ci saranno meno giorni a disposizione per le quaglie e le tortore, visto che l’unico mese ammesso sarà quello di ottobre.

Per quel che riguarda il colombaccio, il tordo e le volpi i cacciatori avranno tempo fino a gennaio. Il cinghiale potrà essere cacciato anche a squadre. Le varie associazioni venatorie hanno suggerito la loro ricetta: Libera Caccia e Enalcaccia vorrebbero che si intervenisse sulle aree di ripopolamento, mentre Arci Caccia ne ha chieste di meno per favorire lepri e fagiani.