domenica, 13 luglio 2014

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A caccia di lepri in toscana

Lussureggiante e ricco l’Appennino Tosco Emiliano attrae milioni di cacciatori che lo raggiungono da ogni angolo d’Italia. Ci si potrà mettere alla prova nella caccia alla lepre, ai volatili e agli agili ungulati. Insomma ce n’è per ciascuna tipologia di cacciaotore!

Paradiso per molti cacciatori, la Toscana è esattamente come te l’aspetti. Verde e domata, infinita in quei paesaggi morbidi e rassicurante in quelle valli che sprofondano dolcemente, ricca di selvaggina e di avventura.  Paesaggi che coccolano l’anima, relax e divertimento, ma soprattutto caccia a lepri e volatili muovono ogni giornata di caccia masse numerose di cacciatori che attraversano lunghe autostrade per trovarsi infine nell’incantevole appennino Tosco Emiliano. Non a caso l’autostrada A1 MI-RM è letteralmente presa d’assalto da cacciatori che per correre all’inseguimento delle lepri sono disposti ad ogni sacrificio, sanno bene che il territorio Tosco Emiliano ripaga sempre, e anche generosamente.

Trovare un’azienda agrituristico venatoria in questo paradiso italiano è davvero un gioco da ragazzi, ma il Palasaccio è fra le tante un’azienda che mette a disposizione del cacciatore comodità e ettari di territorio incontaminato. Seicento per essere esatti, nei quali l’ingresso di cacciatori e prelievi di selvaggina sono regolati in maniera accurata, in modo tale che una risorsa tanto preziosa non si esaurisca. Durante queste settimane sarà possibile dare la caccia alla lepre ed ai volatili. Questo genere di caccia aperta dalla terza domenica di settembre durerà fino al 31 di gennaio, eppure non è l’unica capace di muovere fiumane di cacciatori. Tra il 1 di agosto ed il 15 di marzo infatti la zona e letteralmente invasa da cacciatori che vanno matti per la caccia agli ungulati, mentre dal 1 di febbraio fino alla terza settimana di settembre all’interno dei 600 ettari di riserva messi a disposizione del cacciatore, si potrà procedere con l’addestramento del proprio cane con eventuale sparo su volatili.

L’azienda non lascia davvero niente al caso e la riserva è organizzata nei minimi dettagli; infondo sono quelli a sottolineare la professionalità! E i dettagli che è bene mettere in evidenza sono diversi, primo fra tutti la presenza di una varietà di cacciabili davvero invidiabile. Ogni cacciatore infatti potrà optare per selvaggina di media e piccola taglia, starne, pernici, fagiani o lepri ad esempio, o a preferenza scegliere di cacciare animali di taglio maggiore. Alcuni esempi? Cervi, cinghiali, daini, mufloni e caprioli.

Inoltre il Palasaccio si dimostra anche un’ottima soluzione per i cacciatori che si spostano in compagnia della propria famiglia. All’interno della struttura è presente un ristorante, una villa, un hotel, due piscine, parcheggi e ovviamente qualche negozio di oggetti utili durante la caccia.
Il verde che circonda la riserva inoltre è di quelli che non si dimenticano, basti pensare che la vallata che custodisce quest’azienda si estende per circa 27 mila ettari. A rendere più magico il contesto la presenza del fiume Santerno che attraversa la zona e i pochi abitanti della zona, circa 5000.
I familiari del cacciatore, mentre questo è impegnato nelle battute potranno visitare il meraviglioso territorio del Mugello, le sue immense risorse culturali, artistiche ed enogastronomiche, che regaleranno alla vacanza un valore aggiunto.  Fra gli itinerari consigliati quello Mediceo, che porterà i visitatori ad esplorare le località che hanno visto maggiormente l’attività della famiglia e quello all’esplorazione del Borgo San Lorenzo.

Da regolamento la caccia è consentita a seconda di quanto previsto dal calendario venatorio e può essere estesa esclusivamente alle 10 specie precedentemente citate. E fatta esplicita richiesta che i bossoli sparati vengano raccolti e i turni di caccia si dividono fra mattino e pomeriggio; l’uno inizia dalle 7,30 e si conclude alle 11,30 mentre il pomeridiano inizia alle 14,00 e si conclude al tramonto. Il carniere minimo previsto è di tre capi a testa da scegliersi fra fagiano, starna e pernice.

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