martedì, 29 luglio 2014

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Benelli Crio & Legacy: due proposte per il calibro 28

Benelli Crio & Legacy: due proposte per il calibro 28

Fucili Benelli: La casa di Urbino ha individuato il sentiero dei piccoli calibri riuscendo a proporre il 28/70 nella sua meccanica inerziale: la riuscita e l’adesione della clientela hanno consigliato di affiancare al Crio anche il modello Legacy e qui li osserviamo insieme.

di Emanuele Tabasso

Chi avrebbe mai pensato qualche diecina di anni fa che il calibro 28/70 avrebbe conosciuto un simile successo percorrendo strade venatorie ben diverse da quelle che abitualmente gli venivano assegnate. I ricordi di un capanno con l’interno chiaro in legno di pino, qualche stampa di caccia appesa, la panca nella parete di fondo e le finestrelle sul davanti si legano a una doppietta a cani esterni di questo calibro, affascinante per quella sua marcata disparità dimensionale rispetto al 12/70. L’anziano proprietario era stupito e contento della passione di due nuovi adepti a cui aveva mostrato la magia dell’apertura delle canne, l’armamento manuale dei cani, la tecnica di mira e di scatto, la cattura delle prime prede. Sopra a tutto stavano il rispetto per i selvatici e le norme di sicurezza.

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Benelli Pasiòn: la classe non passa mai di moda

Benelli Pasiòn: la classe non passa mai di moda

Benelli Armi: La riedizione di un modello che dal suo apparire aveva saputo conquistare il mercato è una saggia operazione che dà modo alla clientela di approfittare di una quotazione particolare ponendo in rastrelliera un pezzo di storia armiera.

di Emanuele Tabasso

La Benelli propone nuovamente al mercato lo stile, l’eleganza e la meccanica nate con il Modello SL 80. Gli inizi dell’avventura armiera della Benelli prendono avvio nel 1967 per l’incontro di due intelligenze molto aperte e assai determinate: quella del dr. Paolo Benelli e quella di Bruno Civolani, industriale motociclistico il primo, studioso e ricercatore armiero il secondo. Dopo aver visto la conferma del semiautomatico a canna liscia funzionante a lungo rinculo, qualche raro esemplare a corto rinculo, l’assestarsi del meccanismo a presa di gas, Civolani osserva il Sijögren svedese, in particolare il suo funzionamento detto inerziale.

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Browning Maral in .30-06 Sprg. - ripetizione assistita

Browning Maral in .30-06 Sprg. - ripetizione assistita

Browning Maral in .30-06 Spr: Nuove esigenze venatorie fondate su un certo spirito sportivo hanno spinto la Casa di Herstal a rivedere un progetto aggiungendo un particolare tecnico inedito chiamato ripetizione assistita.

di Emanuele Tabasso

La Casa di Herstal nella sua duplice veste di produttrice di armi sportive con questo marchio e di quelle militari con la notissima sigla FN (la Fabrique Nationale d’Armes de Guerre) aveva iniziato nel 1966 la produzione di un semiautomatico canna rigata tuttora ai vertici della categoria per l’estrema bilanciatura delle sue componenti, dalla funzionalità alla proposta di molti calibri anche robustissimi, dalla maneggevolezza al costo. Il BAR  come tutti i suoi concorrenti provvisti dello stesso sistema operativo si sono trovati ultimamente la strada preclusa in alcune zone, specie in Germania, dove si cacciano gli ungulati dalle poste, ma è richiesto l’impiego di fucili a ripetizione semplice e non semiautomatici.

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Benelli Raffaello Black: tecnica e stile

Benelli Raffaello Black: tecnica e stile

Il perfezionismo tecnico non può essere disgiunto da quello estetico e un modello di successo contiene in sé la prima spinta al cambiamento e all’innovazione come fattori fondanti di uno stile di impresa.

di Emanuele Tabasso

L’innovazione è insita nei geni della Benelli da quando nel ’67 principiò a costruire semiautomatici con un sistema di riarmo totalmente diverso dalla concorrenza. Dalle origini il principio inerziale caratterizza questa produzione e il successo che ne è derivato porta a diverse considerazioni sulla genialità, sulle soluzioni difficili, sulle quotazioni di vendita. La prima è un elemento che non sempre si trova, ma quando lo si trova occorre saperlo riconoscere, cosa che non sempre avviene; le soluzioni difficili non sono quelle complicate, anzi, sono quelle però a cui occorre prestare molta attenzione esecutiva perché diversamente non funzionano; le quotazioni elevate derivano da quanto appena esposto e fanno parte di quell’insieme che definiremmo la dirimente nei confronti della concorrenza.

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Rizzini BR 550: l’express a canne affiancate come stile comanda

Rizzini BR 550: l’express a canne affiancate come stile comanda

Fucili da Caccia: Da quando pochi anni fa la Rizzini ha inserito nell’ampio panorama di sovrapposti anche la doppietta non poteva mancare la versione a canne rigate, quella che davvero ha il diritto storico di chiamarsi express.

di Emanuele Tabasso

Il lessico ha un suo specifico valore e serve a dar connotazione a un prodotto o a un particolare: nel settore armiero molti termini provengono dall’inglese o dal tedesco dove inventori e costruttori hanno dato loro le origini e poi qui da noi vengono tradotti o ripresi di sana pianta se la loro fonetica si presta a una facile pronuncia e a un suono gradito. Express è parola magica che richiama savane africane o insidiosi percorsi indiani a dorso di elefante. Sembra sia stato Purdey a denominare così uno dei suoi primi due canne rigati, tecnicamente double barrel rifle, apparsi nella seconda metà dell’Ottocento per cacciare gli animali pericolosi, ed express era termine mutuato dagli Express train, quei treni veloci dell’epoca, imperiosi emblemi di potenza e insostituibili mezzi per i lunghi spostamenti via terra quando auto e autostrade erano ancora di là da venire.

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FAIR Jubilée Prestige in 12/76

FAIR Jubilée  Prestige in 12/76

FAIR Jubilée  Prestige: Nella vasta gamma di sovrapposti che la Casa propone abbiamo scelto un modello da caccia allestito secondo la tradizione, quindi nel calibro 12/76 e con alcuni particolari estetici che, insieme alla tecnica applicata, da sempre fanno presa sulle scelte di molti clienti.

Testo e foto di Emanuele Tabasso

Una giro mentale fra i sovrapposti fa tornare alla mente la pubblicità dell’amaro Ramazzotti che “Fa sempre bene!” come recitava il suadente messaggio degli Anni Sessanta: per noi fa sempre bene osservare quello che è stato e continua ad essere un segno di un cambiamento armiero epocale. La caccia del dopoguerra era ancora condotta con le classiche doppiette fra cui si trovava di tutto, dal più basso artigianato ai sommi inglesi che pochi potevano permettersi; a fianco i semiautomatici stavano iniziando a sgomitare per farsi posto mentre filava via liscia la crescita numerica dei sovrapposti, fino ad allora assai limitati fra la massa dei cacciatori.

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Sako 85 Hunter in 7- 08 Rem.

Sako 85 Hunter in 7- 08 Rem.

La Sako ha sempre mantenuto un livello qualitativo elevato nella progettazione e nell’esecuzione dei suoi fucili rigati raggiungendo una ben meritata notorietà di primissimo piano.

di Emanuele Tabasso

Nata all’inizio degli Anni Venti come officina di riparazioni d’armi e poi come produttrice di fucili rigati, la Sako ha seguito con tenacia e gradualità un percorso tecnico e commerciale improntato allo spirito che anima i finlandesi fatto di tanta sostanza e di signorile contenutezza. La rispondenza all’uso anche in climi estremi e una serie cospicua di vantaggiose caratteristiche ha sempre formato la connotazione di questi fucili a cui non è mai mancata anche la componente estetica di garbo e raffinatezza. L’ingresso sul nostro mercato risale ai primi Anni Sessanta grazie alle cure dell’importatore Peroldo di Torino che aveva fatto conoscere anche in Italia una realtà oramai più che affermata negli Stati Uniti. Alcuni decenni più tardi l’ingresso dell’azienda costruttrice nella Holding Beretta ha dato un ulteriore respiro al complesso dove le radici tecniche sono implementate dal potenziale della grande società di Gardone.

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Breda Grizzly: l’artiglio del supermagnum

Breda Grizzly: l’artiglio del supermagnum

Il riassestamento della famosa marca bresciana ha permesso di riaprire diversi orizzonti e ora l’azienda ha deciso di rimettere mano al semiauto di maggior calibro: il modello Grizzly camerato per il 12/89 si proietta su un mercato specialistico e in particolare verso il nord America.

di Emanuele Tabasso

Chi si ritrova nella condizione d’essere diversamente giovane e dà un’occhiata alla  propria armeria troverà quasi sicuramente in rastrelliera un Breda, ma se nel frattempo lo avesse venduto potrebbe iniziare a rammaricarsene perché i fucili di notevole caratura è bene tenerli. Ci rigiriamo fra le mani un Argus, primo superleggero tutto in acciaio (2.960 g con canna da 65 cm), rammentando alcune cacciate alle cesene costipati in tre in un capannuccio a igloo di fattura totalmente estemporanea con materiali di recupero, allestito con sagacia e inventiva dal nostro maestro capannista, di origini bresciane.

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