Caccia al cinghiale: addestrare una muta di cani

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Cani da Caccia: Addestrare una muta di cani alla caccia al cinghiale richiede passione e pazienza e per gli amici a quattro zampe più che un addestramento si deve trattare di soddisfacenti incontri di gioco: d’altronde questo è la caccia, un bellissimo momento di incontro fra i cani e il conduttore che si cimentano in una sfida vecchia di millenni.

Appassiona milioni di cacciatori che per dedicarcisi abbandonano il lavoro, la casa e per pochissimi giorni anche la famiglia: d’altronde la caccia al cinghiale è pur sempre la caccia al cinghiale e quando il gruppo c’è, sarebbe un delitto dire di no. Naturalmente la battuta di caccia è solo la fase finale di un procedimento lungo anni: forse i non addetti ai lavori lo ignorano, ma componente fondamentale di questo genere di attività venatoria è la partecipazione attiva degli amici a quattro zampe, riuniti in muta, che con l’aiuto del conduttore riusciranno a scovare e a braccare il più temuto selvatico dei boschi italiani, il cinghiale.

Per questo l’addestramento della muta su cinghiale è così importante e come molte altre forme di addestramento richiede passione e pazienza. Ciò non toglie che gli elementi fondamentali che facciano da base all’addestramento siano tanto semplici quanto sottovalutati.

La base dell’addestramento

Tanto per cominciare è importante che il conduttore abbia un rapporto confidenziale con il cane e ci conviva. E’ il rapporto quotidiano a fare la differenza, e l’amore che il proprietario offre al proprio amico a quattro zampe viene ricambiato con ubbidienza e voglia di compiacerlo. Un cane amato è naturalmente un cane in salute sia fisica che mentale: ama il conduttore, ama la natura ma soprattutto ama la caccia che vive come un gioco. E’ proprio così che l’addestramento deve svolgersi: in forma di gioco di modo che quando il cane sarà sul campo di caccia, quel che gli verrà chiesto sarà semplicemente di divertirsi. Altro elemento importante è la scelta della razza: c’è chi è dell’opinione che ne esistano alcune migliori di altre, ma in verità è il gusto personale che dovrà influenzare l’acquisto. Il consiglio da dare è semplice: prima di lanciarsi nell’acquisto studiare bene la razza per la quale si desidera optare di modo da conoscerne, senza sorprese, tutte le caratteristiche. Solo a quel punto si potrà consapevolmente comprare i proprio cani che è sempre bene non siano “fatti” come si è soliti dire. E’ importante infatti che l’addestramento venga impartito dal conduttore: solo in questo modo si potranno ottenere dei grandi risultati durante la battuta. Per questo il consiglio è quello di acquistare cani che non abbiano superato i settanta giorni: non solo ci si potrà occupare del loro addestramento ma anche della loro alimentazione. Esattamente come accade per i “cuccioli di uomo” l’alimentazione dei primi nove mesi di vita è fondamentale per la futura formazione corporea, e solo il proprietario potrà avere tutte le attenzioni necessarie per la crescita di gregari a cinque stelle.

Sviluppare il senso di muta
Uno degli accorgimenti che il cacciatore – addestratore deve necessariamente prendere è quello dell’addestramento di gruppo. Ha davvero poco senso addestrare, come una certa scuola propone, ogni cane singolarmente: il risultato sarà quello di avere a disposizione cani preparatissimi ma che non si conoscono; per dirla facile che non abbiano sviluppato durante i mesi di addestramento il senso di muta, il concetto di gruppo. I cani addestrati in gruppo conoscono alla perfezione i compagni, sanno quando seguire e quando aiutare un “collega” grazie a quella consapevolezza che hanno dell’altro che non si sarebbe potuta formare durante addestramenti singoli. Insomma, un addestramento collettivo serve a fare gruppo. Esattamente come i compagni di una squadra di calcio si allenano insieme, così i cani facenti parte di una muta devono condividere gioie e dolori.

Addestramento su coniglio
L’ideale per iniziare l’addestramento è il coniglio. Il selvatico inizialmente libero (di norma se ne utilizzano 2 o 3) risveglierà l’istinto all’abbaio; solo successivamente il coniglio verrà chiuso in gabbia e il conduttore si occuperà di simulare una sua passata, che dovrà essere seguita dai cuccioli. Ricordiamoci che debbono essere addestrati in gruppo: la reazione della muta sarà prima quella di curiosità e di perplessità. Probabilmente avranno le orecchie alte, e magari il pelo dritto una volta trovata la gabbia. Alla prima sensazione di quasi timore, subentrerà quella di dominazione, con il conseguente avviso sonoro incentivato dal conduttore: si tratta del primo abbaio a fermo di ogni singolo cane componente la muta. Gli incontri con il coniglio non dovranno essere più di tre: la muta deve allenarsi presto su un altro soggetto: la pelle di cinghiale.

Addestramento su pelle di cinghiale
Questa è la seconda fase dell’addestramento della muta. La pelle e la testa del cinghiale vanno nascoste fra i cespugli a una distanza di circa 50 metri dalla muta, avendo cura di lasciare una buona traccia (che non dovrà essere ricalpestata in seguito). A questo punto non resta che liberare i cuccioli e aiutarli durante la seguita della traccia. Qualora non trovassero subito la pelle di cinghiale nascosta tra i cespugli è bene che il conduttore li aiuti  e che un assistente muova la pelle e la testa di cinghiale: e a questo punto la reazione sarà molto simile a quella che si è potuto osservare a contatto con il coniglio. E’ importante, qualora qualche cucciolo ci provasse, impedire che la pelle venga azzannata: il cane in questione andrà sgridato. E’ fondamentale insegnare alla muta che un cinghiale vivo non deve essere mai aggredito, ne potrebbe andare della vita di ogni singolo cane. Si può invece consentire l’avvicinamento, dopo uno sparo a salve, con tanto di leccatina alla “preda” quando questa è oramai immobile. In ogni caso il cane che si dimostra troppo aggressivo va senza dubbio ripreso. Una volta conclusa questa fase dell’addestramento si porta via la pelle, la si nasconde agli occhi dei cani che andranno premiati con qualche coccola per il buon operato. Anche questo esercizio non va ripetuto troppo di frequente: presto si dovrà scendere sul campo.

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